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Da quando parte il termine dei 90 giorni per notificare la multa

29 Ottobre 2014
Da quando parte il termine dei 90 giorni per notificare la multa

Cassazione: il termine di 90 giorni previsto per la notifica degli estremi della violazione (qualora non sia intervenuta la contestazione immediata dell’infrazione), decorre dal compimento dell’attività di verifica di tutti gli elementi dell’illecito, “dovendosi considerare anche il tempo necessario all’amministrazione per valutare e ponderare gli elementi acquisiti”.

 

In tema di spending review e di tagli agli enti locali, un sistema purtroppo utilizzato da diversi Comuni, per cercare di finanziare le più svariate spese, è quello di fare incetta di multe. Ma quando i numeri sono elevati, rispettare il termine di 90 giorni per l’invio del verbale a casa del conducente – termine imposto categoricamente dalla legge – può diventare difficile. E allora, come fare? Meglio interpretare la legge in modo largo, così da poter aggirare l’ostacolo e utilizzare tutto il tempo di cui si vuole.

Di che stiamo parlando? Dell’insana abitudine dei Comuni di spedire le multe fuori termine massimo e, tuttavia, considerarle ugualmente valide. Avevamo lanciato l’allarme nell’articolo “Migliaia di multe notificate in ritardo: come contestarle” ed ora, purtroppo, ci troviamo ad aggiungere un ennesimo tassello al quadro delle illiceità. La Cassazione, infatti, con una sentenza di ieri [1], ha inferto un serio colpo sui portafogli degli automobilisti, spalleggiando la cattiva interpretazione delle amministrazioni locali.

Facciamo un brevissimo passo indietro. La legge [2] stabilisce che la sanzione amministrativa va spedita a casa del cittadino entro 90 giorni dalla data dell’illecito. Tuttavia, viene prevista una sola eccezione: quando è necessario effettuare più approfonditi accertamenti, il termine decorre dal compimento di tali indagini.

Il problema è che l’eccezione è diventata la regola. Si pensi al caso degli autovelox: qui la foto offre un chiaro riferimento alla targa del veicolo ed, in un solo istante, con il collegamento telematico anche dall’auto della polizia, è possibile, seduta stante, risalire al conducente. Eppure, anche in questi casi, i Comuni si prendono un surplus di tempo, a loro dire necessario per fare gli accertamenti.

Risultato: oltre a non esservi più certezza sui tempi di invio delle multe, il cittadino non potrà mai sollevare eventuali contestazioni in merito al giudice. E potrebbe trovarsi notificata a casa una multa di svariati mesi prima. Infatti, chi mai potrà controllare il tempo impiegato effettivamente dalla P.A. a fare i presunti accertamenti? Ma soprattutto a che serve più un termine massimo se questo può essere puntualmente derogato?

E oggi l’ultima viene, dicevamo, dalla Cassazione. Secondo la Suprema Corte, che così facendo offre una mano ai Comuni, in tema di sanzioni amministrative, il termine di 90 giorni previsto per la notifica degli estremi della violazione (qualora non sia intervenuta la contestazione immediata dell’infrazione), decorre dal compimento dell’attività di verifica di tutti gli elementi dell’illecito, “dovendosi considerare anche il tempo necessario all’amministrazione per valutare e ponderare gli elementi acquisiti”. Una formula talmente generica da farci rientrare qualsiasi tipo di ritardo.

Insomma, una interpretazione a senso unico…

note

[1] Cass. sent. n. 22837/14 del 28.10.2014.

[2] L. 689/81, art. 14.

Autore immagine: 123rf com


2 Commenti

  1. Una sentenza di tal genere è ingiusta e sfacciatamente di parte perciò incostituzionale viola il principio di buon andamento ed imparzialità della pubblica amministrazione art.97Cost. Però dati i tempi biblici e la procedura ferraginosa di tal tipo di ricorso, sconsiglio tale strada. Consiglio al ricorrente soccombente di ricorrere entro 6 mesi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo per violazione del diritto ad un ricorso effettivo.
    Si rivolga a me, se non sa come fare.

  2. Gent.mo Romano teniamoci in contatto per la Corte Europea che magari abbiamo delle questioni da sottoporre… Comitato (et) strademulte.it

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