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L’accertamento sui conti bancari cade con la prova della provenienza del denaro

29 Ottobre 2014
L’accertamento sui conti bancari cade con la prova della provenienza del denaro

Ricavi in nero: insufficiente una dimostrazione generica circa la natura del versamento.

Linea dura della Cassazione sui ricavi in nero. Infatti, l’accertamento sui conti bancari cade solo se il contribuente fornisce la prova analitica della provenienza del denaro. Non è sufficiente, quindi, una dimostrazione generica.

Il monito viene dalla Cassazione che, poche ore fa, ha firmato una sentenza [1] che fa il punto della questione.

La legge [2] introduce una presunzione, in base alla quale sia i prelevamenti che i versamenti operati su conti correnti bancari si reputano imputabili a ricavi. Ma ciò vale ormai solo per gli imprenditori, poiché per i professionisti, di recente, la Corte Costituzionale ha cancellato la precedente equiparazione (leggi “Addio presunzione fiscale: il prelievo in banca non è più nero per gli autonomi”).

Dunque, per i titolari di imprese, i prelievi ingiustificati dei conti correnti bancari effettuati si presumono destinati all’esercizio dell’attività e sono quindi considerati, detratti i relativi costi, in termini di reddito imponibile. Insomma “si presume” l’esistenza di un reddito non dichiarato al fisco.

In ragione di ciò si determina un’inversione nell’onere della prova: è il contribuente che deve cioè fornire la prova specifica della genuinità dei movimenti finanziari.

La presunzione legale in questione, in altri termini, vincola l’ufficio ad assumere per certo che i movimenti bancari effettuati sui conti correnti intestati al contribuente siano a lui imputabili, senza che risulti necessario procedere all’analisi delle singole operazioni (operazione che, invece, dovrà svolgere il contribuente, in virtù della predetta inversione dell’onere della prova).

Ed ecco il nodo della questione: il contribuente deve dimostrare che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non sono riferibili ad operazioni imponibili, fornendo, a tal fine, una prova non generica, ma analitica, con indicazione specifica della riferibilità di ogni singolo versamento bancario, in modo d dimostrare come ciascuna delle operazioni effettuate sia estranea a fatti imponibili.


note

[1] Cass. sent. n. 22920 del 29.10.14.

[2] Art. 32 del d.p.r. 600 del 1973.


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