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Separazione: con redditi uguali niente mantenimento per i figli

30 Ottobre 2014
Separazione: con redditi uguali niente mantenimento per i figli

Quando le disponibilità economiche dei genitori si equivalgono, non c’è assegno perequativo in favore dei figli, collocati da uno dei genitori.

Se, nonostante la separazione, i redditi dei due ex coniugi sono sostanzialmente uguali, colui presso il quale vengono collocati i figli non può accampare pretese sul mantenimento. In altre parole, in caso di guadagni quasi identici, non spetta l’assegno mensile. Resta salvo, tuttavia, l’obbligo dell’altro coniuge di contribuire, al 50%, alle spese straordinarie per i figli.

È questa l’interpretazione del Tribunale di Roma espressa con un recente decreto [1].

La vicenda

In tale calcolo, il giudice ha tenuto conto del fatto che entrambi i coniugi percepivano circa 2000 euro al mese su cui incideva la rata del mutuo. Ma mentre a lei era stata assegnata la casa familiare dove vivere insieme ai bambini, per lui si aprivano le difficoltà economiche derivanti dalla necessità di provvedere a un nuovo alloggio per sé stesso. Valutate, dunque, le due rispettive esigenze e la maggiore utilità, in termini economici e pratici, per la donna, derivante dalla disponibilità del tetto coniugale (di proprietà dell’ex), l’uomo è stato esonerato dal versare l’assegno.

Necessaria la proporzione tra spese e redditi

Giustamente il tribunale capitolino ricorda che il mantenimento “periodico” va disposto solo ove il giudice lo ritenga “necessario ed al fine di realizzare il principio di proporzionalità” tra i coniugi. L’assegnazione della casa, però, è già una forma di mantenimento in forma diretta. E, pertanto, se anche i redditi sono simili, proporzione vuole che non si debba corrispondere anche il mantenimento.

Resta che entrambi i genitori sono tenuti a sostenere al 50% ciascuno le spese straordinarie per i figli, tra loro previamente concordate.


note

[1] Trib. Roma, decr. del 4.08.2014.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Non è che nulla è dovuto, è che per legge ora dell’assegnazione della casa familiare il giudice tiene conto nella regolazione dei rapporti economici tra i genitori, considerato l’eventuale titolo di proprietà.

    Ma non preoccupatevi amici c’è chi sta lavorando per togliervi anche questo. Molti lo chiamano Vezzetti molti Divina ma cqm il progetto di legge 1163 prevede la cancellazione di ciò.

    Abbiamo chiesto il perché di questa soppressione, l’unica risposta che ci è stata data è: “tanto il giudice non l’applicava”.

    A nostro avviso, se una disposizione che si ritiene buona non viene applicata dal giudice non la si sopprime, la si rafforza!

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