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Il fisco non può arricchirsi a spese del contribuente: sanzioni illegittime senza danno all’erario

30 ottobre 2014


Il fisco non può arricchirsi a spese del contribuente: sanzioni illegittime senza danno all’erario

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 ottobre 2014



Senza pregiudizio per l’erario nessuna sanzione.

Se il contribuente sbaglia ad applicare la normativa fiscale, ma ciò non ha ripercussioni negative per l’erario, ossia non comporta un ammanco di gettito, l’Agenzia delle Entrate non può pretendere di recuperare l’imposta e le sanzioni: infatti, se non ci sono stati minori introiti e lo Stato non ha subito alcun danno, il pagamento del tributo imposto al contribuente si risolverebbe in un indebito arricchimento a spese del cittadino. Sarebbe, insomma, una palese violazione del principio costituzionale della capacità contributiva.

È questa l’importante conclusione cui è giunta, qualche giorno fa, la commissione tributaria regionale della Marche, sede di Ancona [1].

Il caso deciso dai giudici atteneva a una non corretta applicazione dell’Iva. Bastano e avanzano sanzioni e interessi per punire la scorretta applicazione del regime Iva sull’acquisto di beni e servizi in sospensione. E ciò anche se la contribuente non aveva maturato il plafond né indicato le operazioni rilevanti nella sua dichiarazione Iva. Il punto è che la violazione non danneggia l’erario (perché i fornitori avrebbero dovuto a sua volta versare l’Iva che la contribuente avrebbe dovuto addebitare loro e poi riversare all’Erario ma che a loro volta i fornitori avrebbero detratto dalle proprie liquidazioni periodiche d’Iva). L’unico onere per l’amministrazione è rappresentato dai maggiori controlli.

Va ricordato che l’imposta sul valore aggiunto incide in modo molto rilevante sull’economia di un’impresa: se ad esempio un’azienda ha un utile netto del 5 per cento sui suoi ricavi, la ricchezza prodotta è pari a solo un quarto dell’imposta Iva che avrà dovuto versare alla Stato sulla propria produzione.

La sanzione risulta irrogata in modo autonomo secondo criteri stabiliti dalla legge e comunque il pagamento dell’imposta, osservano i giudici, non può mai assolvere a funzioni afflittive.

note

[1] CTR Marche, Ancona, sent. n. 263/14.

Fonte: Cassazione. net

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