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Malattia professionale: da quando la prescrizione per la rendita?

30 Ottobre 2014
Malattia professionale: da quando la prescrizione per la rendita?

Modalità per calcolare la decorrenza del termine entro cui far valere il diritto al risarcimento.

Inabilità sul lavoro e conseguente diritto a percepire la rendita: la legge [1] stabilisce che la causa per far valere i propri diritti va fatta nel termine di tre anni dal giorno dell’infortunio o da quello della manifestazione della malattia professionale.

Il problema, però, scatta nel momento in cui si deve stabilire da quando comincia a decorrere tale termine. E ciò perché il lavoratore, pur avendo coscienza della malattia, potrebbe non essere consapevole del fatto che essa dipende dall’ambiente di lavoro.

A fare luce sulla questione è intervenuta ieri una sentenza della Cassazione [2]. Secondo la Corte la prescrizione del diritto alla rendita da malattia professionale decorre dal giorno in cui il “diritto può essere fatto valere”. Con questa formula, in pratica, si intende la data in cui il dipendente ha cognizione della patologia riportata. Insomma, i tre anni iniziano a conteggiarsi dal momento in cui l’origine professionale della malattia può ritenersi oggettivamente conoscibile dal danneggiato, indipendentemente dalle sue effettive valutazioni soggettive e personali e, quindi, a prescindere dal suo personale grado di ignoranza [3].In pratica non rileva l’incompetenza del lavoratore del fatto che ha generato la malattia né l’eventuale suo dubbio sul fatto che esso possa essere dipeso dall’ambiente lavorativo.

Il decorso del termine di prescrizione di tre anni può essere impedito solo da ostacoli giuridici tra i quali non rientra di certo l’ignoranza.

Perciò, la prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui la patologia sia chiaramente stata diagnosticata al dipendente e la diagnosi definisca con certezza quale sia il suo rapporto di causa-effetto con la professione svolta.


note

[1] Art. 112, comma 1, d.p.r. n. 1124/1965.

[2] Cass. sent. n. 23020 del 29.10.2014.

[3] Cass. sent. n. 19355/2007.

Autore immagine: 123rf com


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