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L’ospite del comodatario può essere sfrattato?

23 Luglio 2022
L’ospite del comodatario può essere sfrattato?

Vivo insieme al mio compagno che ha ricevuto dai suoi genitori in comodato l’appartamento nel quale abitiamo. Possono mandarmi via? E se spendo dei soldi per ristrutturare l’appartamento come mi tutelo?

Occorre distinguere i due problemi.

Innanzitutto se lei, dal testo del contratto di comodato, non risulta essere, insieme al suo compagno, comodataria (cioè persona a cui è stato gratuitamente concesso l’uso dell’appartamento), è diritto dei comodanti (cioè dei proprietari dell’appartamento) poter chiedere in qualsiasi momento che lei abbandoni quell’immobile non avendo titolo per restarvi.

Fino a quando la sua presenza è tollerata dal comodatario (cioè dal suo compagno) e dai comodanti (cioè i genitori del suo compagno, proprietari della casa), lei non avrà alcun problema. Ma se dovessero cambiare idea, lei non potrebbe restare a vivere in quella casa perché sarebbe considerata dalla legge una occupante senza titolo (cioè una persona non autorizzata a dimorare nell’immobile non essendo titolare né di un contratto di locazione, né di un contratto di comodato, né di un qualsiasi altro diritto non essendo coniugata con il figlio dei proprietari).

L’altro problema, invece, segue una sorte diversa. Se lei investe i suoi risparmi nella ristrutturazione di questo appartamento e teme, in futuro, di perdere i denari spesi per questo scopo (per una eventuale rottura della relazione con il suo attuale compagno o per altro motivo), le consiglio di effettuare i pagamenti finalizzati alla ristrutturazione utilizzando bonifici bancari (a favore o del suo compagno o dei genitori del suo compagno) indicando nella causale “prestito infruttifero per ristrutturazione appartamento sito in…..alla via……”. In questo modo, lei avrà stipulato in sostanza un contratto di mutuo.

Sarebbe anche opportuno che lei, contemporaneamente ai bonifici, sottoscrivesse con la persona che riceverà questi suoi denari un contratto di mutuo (cioè di prestito) in cui fosse pure stabilita una data per la restituzione.

In questo modo, con il bonifico dotato di una causale ben specifica e con un contratto di mutuo redatto per iscritto (che chiarisce anche quando la somma le dovrà essere restituita), lei si garantisce di avere le prove necessarie per agire (anche in giudizio se necessario) per ottenere la restituzione della somma prestata se la sua relazione con il suo attuale compagno dovesse interrompersi.

Se invece, come le auguro, la sua relazione dovesse proseguire e non volesse la restituzione della somma data in prestito, non dovrebbe fare altro che non chiedere la somma indietro quando sarà scaduta la data stabilita per la restituzione (tenga conto che lei avrà dieci anni di tempo, a partire dalla data fissata per la restituzione della somma, per chiedere che l’importo le venga restituito).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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