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Testo universitario fotocopiato: fino a un certo limite

30 Ottobre 2014
Testo universitario fotocopiato: fino a un certo limite

15% del testo con equo compenso all’avente diritto (autore o editore).

 

La legge sul diritto d’autore, per come noto, vieta le riproduzioni di opere intellettuali altrui. Tra cui, ovviamente, anche i libri di testo universitari. Certo, controllore di quest’obbligo non può mai essere il professore – configurerebbe un abuso di potere rifiutare l’esame a uno studente solo perché ha il libro fotocopiato – bensì gli ispettori della S.I.A.E. o le autorità amministrative di cui i primi si valgono. Fatto sta che l’illecito ha risvolti di carattere penale.

Ma la legge [1] prevede un limite entro il quale la fotocopia per uso personale di volumi o fascicoli è lecita: è il 15% dell’intero scritto e con corresponsione di un compenso forfettario (cosiddetto “equo compenso”) agli aventi diritto. Ne segue che anche la riproduzione di una sola pagina, per uso non personale (per esempio: la fotocopia di una parte minima del libro venduta agli studenti) costituisce illecito.

A ricordarlo è una sentenza di ieri della Cassazione [2].

La riproduzione destinata ad uso personale viene punita con la sospensione dell’attività di riproduzione ed una sanzione amministrativa. È prevista, poi, un’ipotesi aggravata, che punisce chi riproduce abusivamente opere letterarie tutelate dal diritto d’autore per uso non personale e per trarne profitto: condotta non occasionale e destinata all’utilizzo di terzi.

La vicenda

Nel caso di specie, era stato accertato senza dubbio che le opere erano state riprodotte per uso non personale, come dimostrato dal numero di copie, che dimostrava il fine commerciale dell’abusiva riproduzione.

note

[1] Art. 171-ter, comma 2, l. n. 633/1941.

[2] Cass. sent. n. 44919 del 29.10.2014.


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