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Regalo in denaro per acquisto casa: tassazione

19 Luglio 2022
Regalo in denaro per acquisto casa: tassazione

Donazione indiretta: quando non si pagano le imposte sulla donazione e quando non è necessario l’atto notarile. 

Le donazioni sono soggette a tassazione, anche quando riguardano somme di denaro. Però, nel caso in cui la donazione avvenga tra padre e figlio, l’imposta sulle donazioni, pari al 4%, scatta solo sul valore che eccede 1 milione di euro. Al di sotto di questo importo non è dovuta tale imposta. Resta però necessario, in caso di una donazione di non modico valore, l’atto notarile e quindi l’imposta di registro e l’onorario al professionista. 

Ci si chiede spesso quale sia invece la tassazione in caso di regalo in denaro per l’acquisto della casa. Si pensi al caso del genitore che effettui un bonifico in favore della figlia per consentirle di comprare un’abitazione o che le consegni un assegno non trasferibile da versare poi al venditore. Sul punto è più volte intervenuta la giurisprudenza. 

Preliminarmente, bisogna spiegare quale sia la natura dell’atto che qui viene in evidenza. Procediamo dunque con ordine.

Soldi in regalo: come funziona la donazione?

Quando una persona regala dei soldi a un’altra senza imprimere alla donazione uno specifico fine siamo in presenza di una “donazione diretta”. In tal caso, se la somma è di modico valore non è necessario né l’atto notarile, né il pagamento delle tasse. La donazione acquista efficacia solo nel momento della materiale consegna della somma.

Quando invece il valore del denaro è elevato rispetto alle condizioni economiche delle parti (tale quindi da impoverire sostanzialmente il donante ed arricchire il donatario) è necessario il rogito notarile e il versamento delle imposte sulle donazioni. Imposte pari al:

  • 4% da calcolare solo sul valore che eccede 1.000.000 euro (cosiddetta franchigia) nelle donazioni tra coniugi o parenti in linea retta (genitori, figli, nonni, nipoti);
  • 6%, da calcolare sul valore che eccede 100.000 euro (franchigia) nelle donazioni tra fratelli e sorelle;
  • 6% senza franchigia nelle donazioni tra parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al terzo grado;
  • 8% senza franchigia in tutti gli altri casi.

Nelle donazioni in favore di soggetti portatori di handicap, si applica sempre una franchigia di 1.500.000 euro mentre l’aliquota è quella relativa al rapporto tra le parti secondo quanto sopra indicato. 

Soldi in regalo per acquisto casa: come funziona la donazione?

Se invece la donazione del denaro è finalizzata a uno specifico scopo, come l’acquisto della casa, siamo in presenza di una “donazione indiretta”. In tal caso, la giurisprudenza [1] ritiene che l’atto non necessiti del notaio e non sia soggetto a imposizione fiscale. 

In particolare, la donazione di denaro effettuata in sede di un contratto preliminare per l’acquisto di un immobile non sconta alcuna imposta di donazione. La legge, infatti, ne esclude l’applicazione quando il trasferimento è soggetto a imposta di registro (come nel caso di acquisto di auto da privato) o a Iva (come nel caso di acquisto da costruttore o impresa). L’atto di compravendita deve però specificare la provenienza del denaro usato per pagare il venditore. 

Secondo la disciplina relativa all’imposta di donazione (articolo 1, comma 4-bis, Dlgs 346/90) sono esentasse le donazioni indirette funzionalmente collegate ad atti concernenti il trasferimento di un’azienda o di un immobile, qualora per tale atto sia prevista l’applicazione dell’imposta di registro in misura proporzionale oppure dell’Iva. 

Tale disposizione è applicabile non solo quando la donazione serve a pagare il prezzo per il contratto definitivo di compravendita (il cosiddetto rogito), così come potrebbe apparire a una prima lettura della disposizione, ma anche agli acconti in sede di compromesso (il cosiddetto contratto preliminare). Il preliminare infatti costituisce di norma il primo atto della sequenza negoziale volta al definitivo trasferimento del diritto reale. Il contratto definitivo è giuridicamente legato all’esecuzione del contratto preliminare, costituendo il momento attuativo dell’obbligo traslativo già assunto dalle parti in sede di contratto preliminare. La finalità di quest’ultimo è di impegnare le parti, anche se provvisoriamente, rinviando a un prossimo futuro la definitiva regolamentazione dell’affare. 


note

[1] CTP Reggio Emilia, sent. n. 87/1/2022.

Autore immagine: depositphotos.com


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