Diritto e Fisco | Articoli

Ancora sui benefici combattentistici

31 Ottobre 2014
Ancora sui benefici combattentistici

Per i militari impiegati in missione di pace all’estero c’è ancora il diritto di ottenere l’equiparazione di tale servizio alla prestazione in occasione di guerra.

 

Il 30.05.2014, in un precedente articolo, avevamo parlato dei c.d. benefici combattentistici.

Avevamo detto che, per i militari che hanno svolto missioni in zone d’intervento per conto dell’ONU, l’attività svolta si ritiene uguale, ai fini pensionistici, al servizio dei combattenti.

L’effetto era, ed è, di avere un’ accellerazione verso la pensione: infatti per ogni tre mesi di servizio in missione estera si ha diritto al riconoscimento di un anno di servizio senza integrazione di contributi, quindi gratuito, fino a 5 anni come limite massimo di anni riscattabili.

Nel 2013 era stata la Corte dei Conti [1] a confermare l’importante principio, teso a valorizzare l’impiego del Militare in zone di missione anche molto rischiose.

Oggi, nel 2014, il Consiglio di Stato [2] si disallinea un po’ da quell’orientamento, negando l’estensione di tale diritto ai militari in servizio, i quali hanno agito per l’accertamento della computabilità dei benefici nella base contributiva.

Siamo quindi di fronte ad una distinzione da fare: alla Corte dei Conti compete giudicare le vicende della pensione, non potendo sindacare sulla determinazione della base pensionabile o sui contributi da versare; al Consiglio di Stato compete invece sindacare il rapporto di impiego e le vicende ad esso connesse.

È agevole quindi accorgersi che, attualmente, il diritto al riconoscimento dei benefici può essere negato davanti al giudice del rapporto di lavoro ma non davanti al giudice della pensione, che mantiene un costante orientamento positivo.

Anche in questo caso sarà quindi certamente utile per gli interessati svolgere gli adempimenti consigliati nella precedente pubblicazione del 30.05.2014, prima di decidere se e quando fare causa visto che, anche di fronte al disallineamento delle due magistrature di cui abbiamo parlato, il diritto sussiste.

di FRANCESCO PANDOLFI


Controllare se la trascrizione matricolare reca la dicitura “ha prestato servizio per conto ONU”, compilare il modulo Inps, chiedere al proprio Ente amministrativo l’applicazione della normativa sui benefici combattentistici, avere cura di interrompere la prescrizione prima del decorso di cinque anni dall’avvio della prima istanza, vigilare sui mutamenti giurisprudenziali.

note

[1] C. Conti, sent. n. 845/2013 del 16.10.2013.

[2] Cons. Stato, sent. n. 5172/2014 del 21.10.2014.


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