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Sostituzione microchip cane: cosa si rischia?

20 Luglio 2022 | Autore:
Sostituzione microchip cane: cosa si rischia?

Il chip elettronico per i cani è obbligatorio? Cosa bisogna fare se si trova un cane smarrito? Quando scatta il reato di riciclaggio?

La legge impone a tutte le persone che hanno con sé un cane di provvedere all’applicazione del microchip e alla conseguente iscrizione all’anagrafe canina. Si tratta di un obbligo che, se non rispettato, è sanzionato con una multa. L’applicazione del chip è una cosa seria, equiparabile al rilascio della carta d’identità per una persona. Ecco perché bisogna stare attenti a seguire le procedure corrette. Con questo articolo risponderemo, tra le altre, alla seguente domanda: cosa rischia chi sostituisce il microchip al cane?

La Corte di Cassazione, con una sentenza di qualche mese fa, ha fornito risposta a questa domanda, raccomandando a tutti di fare massima attenzione: la sostituzione del chip elettronico può infatti integrare il grave delitto di riciclaggio, punito con la reclusione fino a dodici anni. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa si rischia a sostituire il microchip al cane.

Microchip cane: cosa dice la legge?

Come anticipato, il microchip per cani è obbligatorio per tutti coloro che possiedono un cane a qualsiasi titolo [1]. Ciò significa che, anche nel caso in cui si decida di occuparsi di un cane randagio per un determinato periodo di tempo, bisognerà provvedere ad applicargli un microchip e, successivamente, a registrarlo presso l’anagrafe canina.

Si tratta di un piccolissimo chip elettronico (le dimensioni sono simili a quelle di un chicco di riso) che viene applicato dal veterinario sotto la pelle del cane, per la precisione al lato sinistro del collo.

Microchip: dopo quanto tempo va applicato?

L’applicazione del microchip deve avvenire entro e non oltre i due mesi di vita del cane. Dopo questo periodo si è soggetti a una sanzione amministrativa pecuniaria.

A cosa serve il microchip per cani?

Il microchip per cani serve a individuare in maniera univoca l’identità del cane: il numero di microchip, infatti, viene iscritto nell’anagrafe canina informatizzata insieme al nome del proprietario dell’animale.

Lo scopo del microchip è di scongiurare il triste fenomeno dell’abbandono degli animali e, allo stesso tempo, di agevolare il ritrovamento di quelli che sono andati smarriti: il microchip sottocutaneo, infatti, può essere “letto” mediante apposito dispositivo (denominato Rfid) che consente di risalire al suo numero (un po’ come si legge un codice a barre, insomma).

Il chip sottocutaneo contiene una sequenza di 15 numeri unica: al codice corrisponde un documento dell’anagrafe canina con tutti i dati dell’animale e del proprietario.

Cane smarrito: cosa fare?

Quanto appena detto significa che il ritrovamento di un cane smarrito deve essere immediatamente segnalato alle autorità competenti (all’Asl, in particolare), in quanto la “lettura” del microchip consente di risalire al proprietario.

Ciò significa che chi trova un cane smarrito non può appropriarsene se prima non è stata fatta la ricerca del proprietario tramite il registro dell’anagrafe canina; in caso contrario, potrebbe perfino scattare il reato di furto.

Microchip cane: si può sostituire?

Di norma, il microchip per cani non si può sostituire: come un codice fiscale, dura per tutta la vita, in quanto identifica in maniera univoca l’animale.

Il microchip non va sostituito nemmeno in caso di vendita del cane: in questo caso, il passaggio di proprietà andrà segnalato all’Asl affinché venga annotato all’interno dell’anagrafe canina.

Eccezionalmente, l’Asl potrebbe accordare la sostituzione del microchip, con inoculazione di uno nuovo, nel caso in cui quello vecchio non funzioni più, cioè non sia più leggibile, oppure sia fuoriuscito (ipotesi rara).

In buona sostanza, solamente l’Asl può autorizzare la sostituzione del microchip, incaricando un veterinario di applicarne uno nuovo.

Cosa si rischia se si sostituisce il microchip di un cane?

Secondo la Corte di Cassazione [2], sostituire il microchip di un cane smarrito comporta il reato di riciclaggio [3], se la sostituzione è fatta per impedire il ritrovamento dell’animale da parte dell’effettivo proprietario.

Il caso ha riguardato il titolare di un canile che, avendo trovato un pastore tedesco smarrito, anziché restituirlo al titolare, aveva provveduto a inoculare un nuovo microchip, riferito a un cane diverso.

Per i giudici, la condotta in esame costituisce reato di riciclaggio, che scatta ogni volta che si ostacola l’identificazione della provenienza “delittuosa” del bene. In questo caso, la sostituzione del microchip era servita a impedire di risalire al cane rubato.

Cos’è il riciclaggio?

Il riciclaggio è un reato che consiste nell’ostacolare l’identificazione dell’origine illecita di beni mobili. Per la precisione, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da 5mila a 25mila euro chi:

  • sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo;
  • compie in relazione a tali beni altre operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa.

Ebbene, tra queste “altre operazioni” idonee a ostacolare l’identificazione della provenienza illecita del bene c’è anche la sostituzione del microchip del cane smarrito, fatta col fine di impossessarsene e di “coprire” il furto.


note

[1] Legge n. 281 del 14 agosto 1991.

[2] Cass., sent. n. 9533 del 21 marzo 2022.

[3] Art. 648-bis cod. pen.

Autore immagine: pixabay.com


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