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Un nuovo modo di togliersi un debito con il Fisco

20 Luglio 2022 | Autore:
Un nuovo modo di togliersi un debito con il Fisco

Il decreto Aiuti ha disciplinato la possibilità di saldare i propri debiti con la Pubblica Amministrazione compensandoli anche con l’attività professionale.

Crisi di Governo a parte, l’approvato decreto Aiuti continua a dispiegare i suoi effetti e questa volta lo fa in tema di debiti e crediti verso la Pubblica Amministrazione, rendendo più semplice ai cittadini la possibilità di utilizzare un proprio credito per saldare quanto dovuto al Fisco.

Nello specifico, l’attuale normativa modificata [1] prevede in un’unica norma l’istituto della compensazione tra i debiti che il debitore ha nei confronti dello Stato e i crediti che può spendere per saldarli, anche attraverso prestazioni professionali, superando i limiti pregressi relativi al tipo di credito compensabile e alla differenza tra il credito e il debito residuo.

Il nuovo decreto prevede che i crediti per essere utilizzabili a compensazione dei debiti siano:

  • certi,
  • liquidi,
  • non prescritti,
  • esigibili,
  • maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione per somministrazione, forniture, prestazioni professionali o appalti;
  • accertato dalla stessa Amministrazione a favore della quale sono stati effettuati i lavori.

Nel caso in cui il credito vantato nei confronti dello Stato abbia queste caratteristiche potrà essere utilizzato per compensare le somme dovute per carichi affidati all’agente della riscossione e riportati in cartelle di pagamento.

Le modifiche introdotte verranno applicate, oltre a tutte le domande presentate da ora in avanti, anche nei confronti delle somme da riscuotere affidate all’agente di riscossione successivamente al 30 settembre 2013 o, in ogni caso, a quelle affidate entro il 31 dicembre del secondo anno antecedente a quello in cui è già stata richiesta la compensazione.

La procedura da seguire per poter richiedere la certificazione alla Pubblica Amministrazione interessata deve essere effettuata sul sito del dipartimento della Ragioneria generale dello Stato attraverso la piattaforma dedicata ai crediti commerciali. Una volta ottenuta la certificazione, il debitore avrà la possibilità di utilizzarla per compensare, in maniera totale o parziale, il suo debito, che verrà estinto una volta effettuati i controlli di validità della certificazione.

La certificazione servirà per presentare l’istanza di compensazione all’Ader (Agenzia delle Entrate Riscossione), che verificherà la conformità della certificazione e procederà alla compensazione, nel caso di esito positivo, con il rilascio dell’attestazione di pagamento.

Infine, l’articolo 20-ter del decreto Aiuti prevede un’altra novità abrogando la disciplina speciale della «compensazione provvisoria», che si riferiva anche al pagamento con la compensazione dei crediti, che è stata ora più nel dettaglio disciplinata.


note

 [1] Dl 50/2022, art. 20-ter


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