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Madre non fa vedere il figlio al padre

20 Luglio 2022
Madre non fa vedere il figlio al padre

Se un genitore ostacola il diritto di visita dell’altro impedendogli di vedere il figlio commette reato, può essere denunciato e condannato a pagare il risarcimento dei danni. 

Cosa succede se la madre non fa vedere il figlio al padre? Si tratta certo di una grave violazione dei doveri che competono in capo ad entrambi i genitori dopo la separazione e il divorzio. Il minore ha infatti diritto a conservare solidi rapporti tanto con il padre quanto con la madre. Sicché, nessuno dei due può frapporsi agli incontri tra l’altro e il figlio. È il principio della cosiddetta “bigenitorialità” che può essere limitato solo laddove la personalità di uno dei genitori possa costituire un grave danno per la crescita e la salute psicofisica del minore. 

Cosa rischia la madre che non fa vedere il figlio al padre? 

La madre che ostacola i rapporti tra il figlio e il padre commette innanzitutto un reato, quello di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Il provvedimento giudiziario violato è costituito dalla sentenza di separazione o divorzio con cui il tribunale ha disciplinato l’affidamento e le visite del minore. In secondo luogo, il genitore che non fa vedere il figlio all’altro compie un illecito civile a fronte del quale può subire una sanzione pecuniaria e, nei casi più gravi, la perdita del collocamento o, addirittura, dello stesso affidamento del minore.  

Il genitore leso nel proprio diritto può anche esigere il risarcimento del danno.

Di tali ipotesi parleremo meglio qui di seguito.

Come denunciare la madre che ostacola gli incontri tra il padre e il figlio?

Quali sono gli strumenti che si possono adottare se la madre non fa vedere il figlio al padre? 

Innanzitutto è possibile procedere a una denuncia. Secondo la Cassazione [1], commette un reato la madre che ostacola i rapporti fra il padre e il minore. A patto che l’inadempimento sia in mala fede e non frutto di una mera inosservanza dell’obbligo di consentire il diritto di visita. 

L’affidatario può rifiutare di dare esecuzione al provvedimento del giudice civile solo se si verifica un fatto tanto improvviso da non non rendere possibile rivolgersi all’autorità, nel breve periodo, per l’opportuna modifica. Diversamente, la sospensione delle condizioni di visita va sempre richiesta al magistrato. 

La legge punisce come reato il comportamento di chi elude l’esecuzione di un provvedimento del giudice civile che concerne l’affidamento di minori o di altre persone incapaci (art. 388 comma 2 cod. pen.).

La pena prevista è quella della reclusione fino a 3 anni oppure la multa da 103 a 1.032 euro.

Il reato presuppone l’esistenza di un provvedimento esecutivo del giudice civile relativo all’affidamento di minori. Esso può avere qualunque natura: sentenza, ordinanza, decreto e può trattarsi di un provvedimento di giurisdizione contenziosa o volontaria. La tutela penale non si estende ai provvedimenti patrimoniali conseguenti al provvedimento che stabilisce l’affidamento e le sue modalità.

Quanto alla condotta tipica le sezioni unite precisano che il semplice inadempimento non è sufficiente a configurare il reato di elusione: il reato sussiste se il genitore affidatario si sottrae con atti fraudolenti o simulati, all’adempimento del suo obbligo di consentire le visite del genitore non affidatario, ostacolandole, appunto, attraverso comportamenti implicanti un inadempimento in mala fede e non riconducibile a una mera inosservanza dell’obbligo [2].

La responsabilità penale è esclusa quando ricorre un plausibile e giustificato motivo che abbia determinato l’azione del genitore affidatario a tutela esclusiva dell’interesse del minore. Non è richiesto che ci si trovi di fronte a vere e proprie cause di giustificazione e, in particolare, allo stato di necessità. La circostanza che ha mosso l’agente deve, però, essere sopravvenuta e avere natura transitoria tale da rendere impossibile sottoporla all’intervento del giudice per l’opportuna eventuale modifica del provvedimento [3].

Come agire contro la madre che non fa vedere il figlio al padre?

Il padre che veda ostacolati dalla madre i rapporti con i propri figli può anche rivolgersi (pur avendo sporto la denuncia) al giudice civile chiedendo un provvedimento che condanni la donna a non ripetere più le condotte in questione. Il giudice può anche stabilire la modifica o la revoca delle decisioni sull’affidamento disponendo:

  • l’affidamento del figlio al solo padre;
  • la collocazione della residenza del figlio presso il padre.

Tali decisioni devono comunque tenere conto dell’interesse superiore del minore. Sicché, se il figlio è particolarmente legato alla madre, il giudice non potrà distaccarlo da questa solo perché inadempiente ma dovrà fare in modo che la donna rispetti gli obblighi su di lei incombenti.

Inoltre il giudice può disporre, a carico del genitore colpevole, le seguenti sanzioni:

  • l’ammonimento del genitore inadempiente;
  • il risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore;
  • il risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori nei confronti dell’altro;
  • la condanna del genitore inadempiente a una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 75 a un massimo di 5.000 euro, anche congiuntamente ai provvedimenti appena elencati.

L’ammonimento è la sanzione meno severa; si può utilizzare, ad esempio, quando si intende punire un solo inadempimento, o comunque quando l’inadempimento non è reiterato e non ha comunque procurato danni a carico dell’altro genitore o del minore.

Approfondimenti 

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note

[1] Cass. sent. n. 28401/22.

[2] Cass. pen. SU 27 settembre 2007 n. 36692, Cass. pen. 19 febbraio 2020 n. 12976

[3] Cass. 3 giugno 2014 n. 36406. Cass. 3 giugno 2014 n. 32440, Cass. pen. 9 gennaio 2004 n. 17691.

Autore immagine: depositphotos.com


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