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Lo sai che? Impianto di riscaldamento rumoroso: per i danni sempre risarcito il condomino

Lo sai che? Pubblicato il 2 novembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 novembre 2014

Rumori che superano la normale tollerabilità: anche se si fa un uso lecito e regolare della macchina, a norma e ben mantenuta, il risarcimento scatta ugualmente per le immissioni eccessive.

Scatta il risarcimento per i danni materiali e morali al condomino che ha dovuto sopportare le immissioni rumorose dell’impianto di riscaldamento, se queste superano la normale tollerabilità. L’indennizzo è dovuto anche se l’apparecchio generatore del fracasso è a norma e se ne fa un uso regolare, per come previsto dalla legge.

Lo ha riferito la Cassazione con una sentenza di venerdì scorso [1].

In linea generale – spiegano i giudici – il codice civile [2] consente di intraprendere una causa a tutela della proprietà di ciascuno, onde ottenere la cessazione di eventuali comportamenti molesti e lesivi.

Oltre a richiedere, però, lo stop della molestia, si può anche esigere il risarcimento del danno. Si può trattare di due tipi di danno:

1) risarcimento del danno patrimoniale per via della perdita di valore dell’immobile (perdita derivante dalla pessima qualità di vita che ne deriva);

2) risarcimento del danno non patrimoniale tutte le volte in cui vengano lesi i valori della persona, in particolare, la salute di chi ha il diritto di godere il bene compromesso dall’immissione rumorosa.

Quando viene superato il limite della “normale tollerabilità” dei rumori si è in colpa anche se si fa un uso normale della cosa fonte delle immissioni, e, se da ciò deriva danno ad altri, il danno si considera comunque ingiusto.

In particolare, se il giudice accerta che i rumori hanno superato la soglia della normale tollerabilità [2], liquida immediatamente il danno, senza poter fare alcun contemperamento degli interessi in gioco, tra loro contrastanti: ossia senza poter dare un minimo peso alle ragioni del soggetto che ha generato la molestia. Come dire che il danno provocato alla salute ha una via prioritaria e prevale su qualsiasi altra considerazione di opportunità.

È dunque irrilevante, nella difesa di colui che genera le immissioni rumorose dall’impianto caldo/freddo, la circostanza che l’impianto stesso fosse a norma e mantenuto a regola d’arte da personale qualificato, perché l’illiceità delle immissioni che superano la normale tollerabilità scatta in automatico, quale che siano le cause che determinavano la stessa immissione. Insomma, detto in parole ancora più semplici, le immissioni moleste integrano sempre e comunque gli estremi di un’attività vietata dalla legge.

note

[1] Cass. sent. n. 23283 del 31.10.2014.

[2] Art. 844 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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