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Lo sai che? Crimini di guerra nazisti: solo oggi il diritto al risarcimento per i parenti delle vittime

Lo sai che? Pubblicato il 1 novembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 novembre 2014

L’Italia da oggi non tollererà più la protezione che uno Stato straniero faccia nei confronti dei suoi cittadini accusati di crimini e atti contro l’umanità avvenuti in tempo di guerra e riconducibili alla sua potestà, esercitata in modo illecito.

Secondo una recentissima e coraggiosa decisione della Corte Costituzionale [1], i congiunti dei cittadini italiani catturati in tempo di guerra nel nostro territorio dai militari tedeschi, e poi deportati in Germania nei campi di concentramento, hanno diritto ad un Giudice davanti al quale chiedere i danni per le ingiuste sofferenze patite.

Si tratta di una sentenza innovativa e coraggiosa in quanto, sino ad oggi, la nostra magistratura ha sempre ritenuto, in adeguamento ai principi internazionali, che il giudice italiano doveva negare la propria competenza in un’eventuale causa di risarcimento contro uno Stato straniero per i danni dovuti a crimini contro l’umanità.

Ribaltando la prospettiva in modo rivoluzionario, i Giudici della Corte Costituzionale hanno riconosciuto il diritto di rivolgersi alla magistratura italiana, laddove vi siano danni perpetrati alle incolpevoli vittime di guerra.

La Germania – pur scusatasi nei propri atti giudiziari con i parenti delle vittime per i tremendi eccidi – ha annunciato di voler ricorrere in ogni sede appropriata per ristabilire il vecchio principio di immunità.

Comunque sia, riconosciuto ormai il nuovo diritto, toccherà ora ai congiunti delle vittime attivarsi per ricercare tutti gli elementi, documentali e non, in grado di comprovare i danni da crimini di guerra subìti dai propri antenati e avviare l’azione di risarcimento.

di FRANCESCO PANDOLFI

Oggi è possibile fare domanda di risarcimento danni per crimini di guerra. La sentenza della Corte Costituzionale non attribuisce un diritto al risarcimento automatico, ma apre le porte alla possibilità di presentare la domanda per reclamare tale risarcimento, che andrà comunque provato seguendo le regole del processo civile ordinario.

note

[1] C. Cost, sent. n. 238/2014 del 22.10.2014.


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2 Commenti

  1. IL caso in questione rappresentava un vuoto legislativo – infatti per i casi come quello di mio padre – catturato in azione ,in albania e poi deportato – fu subito risarito , nel primo dopo guerra – ma il giusto riconoscimento , risarcimento economico , tedesco non arrivo mai nelle tasche dei deportati – poiche si fermo nelle fameliche e capienti casse statali italiane –

  2. Va bene ma una condanna italiana al risarcimento delle vittime non sarà mai riconosciuta a livello internazionale e la Germania non dovrà risarcire nulla. A questo punto ci vorrebbe un intervento della UE, cosa improbabile perché contro gli interessi germanici…

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