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Se il CTU ritarda il deposito della perizia: omissione d’atti d’ufficio?

3 novembre 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 novembre 2014



Ho una causa contro il mio datore di lavoro, per mobbing e dequalificazione professionale, con richiesta di risarcimento danni; il consulte medico legale nominato dal giudice (CTU) avrebbe dovuto consegnare la relazione tre mesi fa ma non lo ha fatto, facendo perdere le tracce di sé. Posso denunciarlo per omissione d’atti d’ufficio avendolo più volte sollecitato con posta elettronica certificata?

Il CTU (consulente tecnico d’ufficio), dal momento in cui presta il giuramento, assume la qualifica di pubblico ufficiale.

Conseguentemente, secondo la prevalente giurisprudenza in materia, il consulente che non deposita la relazione nei termini prescritti incorre nel reato di omissione di atti d’ufficio [1].

Il codice penale punisce in particolare il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che ritarda o non compie un atto del proprio ufficio entro il termine prescritto e non espone le ragioni di tale ritardo.

Particolarmente significativa in proposito è la sentenza della Corte di Cassazione del 2012 [2], che evidenzia come la condotta omissiva e negligente dell’ausiliari del Giudice sia penalmente rilevante, sia in fase di assunzione dell’incarico – quindi prima di assumere la qualifica di pubblico ufficiale – [3] quale Rifiuto di uffici legalmente dovuti, sia nella fase esecutiva dell’incarico [4] (Rifiuto di atti d’ufficio. Omissione).

Precisa infatti la suprema Corte: “La condotta consistente nell’avere, il geometra nominato in qualità di consulente tecnico di ufficio in una causa civile, dopo aver accettato l’incarico e percepito all’uopo una determinata somma di denaro, omesso di depositare la relazione di consulenza nel termine concesso, così come in epoca successiva, senza giustificare il mancato adempimento dell’incarico, integra il reato omissivo…” del rifiuto di atto d’ufficio.

La Corte di Cassazione, ha altresì ravvisato in casi analoghi a quello che La vede coinvolto, una condotta dolosa del perito (quindi una coscienza e volontà di omettere l’atto d’ufficio) e non la semplice colpa, intesa come negligenza o imperizia del professionista [5].

Nel caso di specie, ritengo inoltre che vi siano già gli estremi per ritenere la condotta del CTU penalmente rilevante.

Il reato di omissione d’atti d’ufficio consiste infatti nel “mancato adempimento di un’attività doverosa, per il compimento della quale è fissato un termine unico finale, essendo il soggetto obbligato all’adempimento appena possibile, sicché il reato si realizza nel momento stesso in cui si è verificata l’omissione o è stato opposto il rifiuto” [6] , addirittura senza che sia necessaria una diffida, una messa in mora o un sollecito.

Conseguentemente a mio avviso sussistono già gli estremi per sporgere denuncia-querela nei confronti del perito.

Tuttavia, essendo pendente un giudizio ed essendo il CTU stato nominato dal Giudice, riterrei opportuno che – prima di agire in sede penale – il Suo legale depositi in cancelleria un’istanza con la quale sia richiesto al Magistrato di sollecitare il perito al deposito della relazione.

Resta sempre ferma la possibilità, alla prossima udienza, di chiedere al giudice la revoca del C.T.U., cosa che certamente Le consiglio, specie se intende sporgere querela, poste le evidenti incompatibilità che potrebbero verificarsi proprio per via dell’apertura di questa controversia col professionista.

note

[1] Art. 328 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 6903/2012.

[3] Art. 366 cod. pen.

[4] Art. 328 cod. pen.

[5] Cass. sent. n. 34245 del 12.07.2012.

[6] Cass. sent. n. 10137/98.


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2 Commenti

  1. e se il giudice ritarda a liquidare la parcella al CTU non ricorre nessun illecito? Noi verso di loro dobbiamo essere puntuali, ma loro?

  2. art. 195 cpc indica i termini come ordinatori e non perentori, per cui non é che il mancato rispetto configuri automaticamente un reato (nè tampoco un fatto tipico, credo). Nel caso di specie si parla di altro (di irreperibilità del consulente tra l’altro, cosa di per sè assurda). Aldilà dell’eventuale azione penale, in questo caso sarebbe opportuno ricusare il CTU.
    Unico dubbio: a carico di chi é stata posta provvisoriamente la consulenza? Il CTU ha già percepito l’acconto?

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