Adesso i mutui costeranno di più

21 Luglio 2022 | Autore:
Adesso i mutui costeranno di più

La Bce decide di aumentare i tassi di interesse: inevitabili le conseguenze sugli indici che determinano gli interessi da pagare per un finanziamento.

No, questa volta le dimissioni di Mario Draghi e la conseguente caduta del Governo non c’entrano nulla. Questa volta non bisogna guardare verso Palazzo Chigi ma verso l’Eurotower di Francoforte, dove si trova la sede della Banca centrale europea. Qui, il governatore Christine Lagarde (che ha preso il posto proprio di Draghi) ha deciso di alzare il costo del denaro di 50 punti base, e non di 25 come in tanti si aspettavano. «Ci attendiamo che l’inflazione rimarrà a livelli indesiderabilmente alti per qualche tempo a causa delle continue pressioni dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari», ha spiegato la presidente della Bce. Che conferma un ulteriore rialzo dei tassi di interesse a settembre. Di quanto? «Sulla base dei dati che avremo decideremo quali passi prendere sul cammino della normalizzazione, di sicuro stiamo accelerando l’uscita dalla politica monetaria di questi anni».

Tra le conseguenze inevitabili dell’aumento dei tassi c’è quella che tocca molto da vicino i finanziamenti per l’acquisto di una casa. In sostanza e senza tanti giri di parole: adesso i mutui costeranno di più. E non è cosa da poco, sia perché la situazione attuale non invita proprio agli investimenti sia perché proprio il mutuo per la casa è il debito più diffuso in Italia.

A soffrire di più saranno i mutui a tasso variabile. Occorre considerare, infatti, che il tasso di interesse di questi prodotti si basa soprattutto su due fattori: l’Euribor, che è il tasso di riferimento, e lo spread, che è il margine di guadagno destinato alla banca (non va confuso con quello più famoso relativo alla differenza di rendimento tra i nostri Btp e i Bund tedeschi).

Se sullo spread, tutto sommato, si può «trattare» con la banca al momento di negoziare il mutuo, sull’Euribor c’è poco da scherzare: è, infatti, uno dei tassi di mercato che maggiormente risentono delle mosse della Banca centrale europea. Il che significa che con l’impennata dei tassi annunciata oggi dal governatore Lagarde, è più che probabile che l’Euribor salga in modo vistoso. Non che non l’avesse fatto nelle ultime settimane: nei primi 20 giorni di luglio è passato da -0,176% a +0,125%. E deve ancora risentire dell’ultimo aumento del costo del denaro deciso oggi.

Si attendono modifiche al rialzo anche per l’Irs, che è l’indice di riferimento per i mutui a tasso fisso. Insomma, il risultato sarà sempre quello: rate più care in un momento particolarmente delicato. Lo stesso ritornello si ripeterà per prestiti personali e per le varie forme di noleggio. Il denaro costa di più, quindi per averlo in prestito verrà chiesto un sacrificio maggiore.



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