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La differenza tra amministrazione congiunta e disgiunta

26 Novembre 2015
La differenza tra amministrazione congiunta e disgiunta

La firma congiunta e disgiunta nelle società quando ci sono più amministratori.

L’atto costitutivo di una società può prevedere la nomina di più di un amministratore; in tal caso dovrà indicare se gli amministratori sono autorizzati ad agire individualmente e separatamente (amministrazione disgiunta) oppure congiuntamente (amministrazione congiunta). Fatta eccezione per gli atti che devono essere decisi sempre in forma collegiale (la redazione del progetto di bilancio; la redazione dei progetti di fusione e scissione; la decisione di aumento del capitale delegata dall’assemblea all’organo amministrativo), ciascun amministratore può compiere autonomamente, da solo e di sua iniziativa, senza bisogno del consenso degli altri, gli atti di gestione e di rappresentanza che ritiene utili nell’interesse della società (cosiddetta firma disgiunta).

Amministrazione disgiunta

Nell’amministrazione disgiuntiva ciascun socio amministratore ha sia il potere di gestione sia quello di rappresentanza: ciò significa che è legittimato a compiere tutte le operazioni che ritiene utili nell’interesse della società, da solo e di sua iniziativa, senza bisogno del consenso degli altri, non avendo alcun obbligo di informazione preventiva.

L’esercizio disgiunto dei poteri di rappresentanza processuale si ha, ad esempio, quando in un primo giudizio davanti a un giudice straniero agisce un socio, mentre in altro giudizio davanti al giudice italiano si costituisce un socio diverso.

Qualora l’atto costitutivo non specifichi se l’amministrazione è congiunta o disgiunta, si ritiene che l’amministratore non sia tenuto ad informare gli altri prima di agire. In ogni caso, se un’operazione implicante rapporti con i terzi è compiuta all’insaputa degli altri amministratori, eludendo il potere di opposizione, essa rimane valida, salvo che si provi il concorso intenzionale del terzo in danno della società.

Ciascun socio amministratore può opporsi al compimento di un atto amministrativo da parte di un altro amministratore. L’atto costitutivo non può sopprimere tale diritto, anche se ne può regolare diversamente l’esercizio.

L’opposizione può avere ad oggetto una determinata operazione o anche una pluralità di operazioni purché esse costituiscano una serie omogenea di atti di amministrazione. Non può essere proposta contro le decisioni sociali riguardanti la modificazione del contratto sociale o la nomina e revoca degli amministratori.

Amministrazione congiunta

Diversamente, l’atto costitutivo può decidere di affidare l’amministrazione congiuntamente a più soggetti, anche se è previsto che gli amministratori possano essere non soci o quando in concreto non tutti i soci sono amministratori. Essa può vincolare tutti gli amministratori o solo alcuni di essi.

All’amministrazione congiuntiva si applica, per espresso richiamo, la norma dettata per le società di persone, pertanto, gli amministratori devono decidere gli atti di gestione all’unanimità ed anche il potere di rappresentanza è esercitato congiuntamente (cosiddetta firma congiunta).

I singoli amministratori non possono compiere da soli alcun atto, fatti salvi gli atti urgenti, cioè quelli necessari ad evitare un danno alla società.

L’amministrazione congiuntiva impone il consenso dell’unanimità oppure della maggioranza dei soci amministratori per il compimento degli atti di amministrazione. Se l’atto costitutivo si limita ad adottare il sistema di amministrazione congiuntiva, senza prevedere altro, si intende adottata l’amministrazione all’unanimità (è il caso ad esempio in cui l’amministrazione è affidata a un consiglio di soci senza ulteriori specificazioni).

Nell’amministrazione congiuntiva il singolo socio amministratore non può compiere da solo alcun atto amministrativo, fatti salvi gli atti urgenti cioè quelli necessari a evitare un danno anche non grave alla società, oppure quelli che non consentono una preventiva consultazione degli altri amministratori.

In particolare l’amministratore non può compiere da solo l’atto quando:

– c’è la necessità di evitare la perdita di un guadagno;

– si è già manifestato un dissenso o sussiste un grave disaccordo tra i soci relativo all’atto stesso.

Se un amministratore compie un atto che reputa urgente, ma che si rivela successivamente privo del requisito dell’urgenza, l’atto è efficace nei confronti della società e dei terzi, a meno che la società riesca a provare che questi ultimi, oltre a sapere che l’atto era stato compiuto da un amministratore senza il consenso degli altri, erano anche consapevoli della mancanza di urgenza dello stesso.

Lo statuto può prevedere l’amministrazione affidata congiuntamente a più persone con decisioni prese a maggioranza, ma con le seguenti precisazioni:

– se è previsto che gli amministratori possano anche non essere soci, la maggioranza deve essere calcolata per teste (e non per partecipazione al capitale, dato che vi possono essere appunto amministratori non soci); lo statuto può tuttavia riservare categorie di atti di gestione alla competenza delle decisioni dei soci per le quali invece la maggioranza è calcolata in funzione della partecipazione al capitale;

– se è previsto che gli amministratori debbano essere anche soci, la maggioranza può essere calcolata in base alla partecipazione al capitale.

Parte della dottrina invece esclude l’applicabilità della regola delle società di persone che consente allo statuto di prevedere, per determinate operazioni, una decisione a maggioranza: ciò infatti equivarrebbe in sostanza all’ordinaria forma di funzionamento del consiglio di amministrazione.

Amministrazione congiunta all’unanimità. In tale modello di amministrazione per il compimento delle operazioni sociali è necessario il consenso di tutti i soci amministratori. Gli amministratori possono prestare il consenso in qualsiasi forma, anche tacitamente; non è ammesso però un consenso preventivo e generale riguardante una serie indeterminata di operazioni.

Amministrazione congiuntiva a maggioranza. In tal caso per il compimento delle operazioni sociali è sufficiente il consenso della maggioranza dei soci amministratori.



1 Commento

  1. Buon giorno in una snc con 4 soci 2 sono nominati amministratori con incarichi specifici.
    Es…stipula dei contratti di locazione di immobili di proprietà.
    In caso di disaccordo sul prezzo di locazione si può decidere a maggioranza dei soci?
    Se non si trovasse soluzione si perde la possibile locazione con danno economico per mancato incasso, si può devidere a maggioranza dei soci?
    Mg

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