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Lo sai che? I clienti pagano poco e tardi? Studi di settore e accertamento fiscale scattano lo stesso

Lo sai che? Pubblicato il 3 novembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 novembre 2014

Professionista contro Agenzia delle Entrate: ricorso rigettato anche se i clienti sono poco puntuali nei pagamenti.

È ugualmente valido l’accertamento fiscale con gli studi di settore nei confronti del professionista che ha clienti poco puntuali nei pagamenti o che cercano sempre sconti rispetto a quanto, di norma, avviene nell’ambito del settore di riferimento.

Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [1].

La scarsa puntualità nel pagamento delle parcelle, ma soprattutto l’abitudine dei clienti meridionali di pagare onorari non sempre conformi alle tabelle professionali, non può essere una valida difesa per il libero professionista che “non è congruo”. Questi, pertanto, anche se rimane al verde, non può scansare gli standard degli studi di settore.

Una nozione di fatto, ossia la constatazione secondo cui alcuni clienti (specie quelli del sud) sono soliti corrispondere onorari dimezzati e, comunque, con mesi di ritardo, non può derogare alle nozioni che rientrano nella comune esperienza considerata dal fisco come base per applicare gli studi di settore. E ciò perché mancherebbe di quegli “indici di univocità e sicura percezione in un dato contesto ambientale o sociale voluti dalla norma”.

Lasciando in nota le parole tecniche della Suprema Corte [2], ci basti in questa sede la sostanziale sintesi del pensiero dei giudici: non è per niente un fatto notorio, tale da contrastare un accertamento fiscale con gli studi di settore, quello secondo cui i clienti meridionali pagano poco e tardi.

note

[1] Cass. sent. n. 22950/14.

[2] Il ricorso alle nozioni di comune esperienza, comportando una deroga al principio dispositivo ed al contraddittorio, va inteso in senso rigoroso, e cioè come fatto acquisito alle conoscenze della collettività con tale grado di certezza da apparire indubitabile e incontestabile. Ne consegue che restano estranei alla nozione le acquisizioni specifiche di natura tecnica, gli elementi valutativi che implicano cognizioni particolari o richiedono il preventivo accertamento di particolari dati, nonché quelle nozioni che rientrano nella scienza privata del giudice, poiché questa, in quanto non universale, non rientra nella categoria del notorio, neppure quando derivi al giudice medesimo dalla pregressa trattazione di analoghe controversie”.

Autore immagine: 123rf com


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