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Equitalia deve sempre chiedere chiarimenti al contribuente prima di ipoteche e fermi

3 novembre 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 novembre 2014



Rivoluzione della Cassazione a Sezioni unite: pignoramenti immobiliari e fermi illegittimi se non preceduti dal contraddittorio amministrativo col contribuente.

È una vera rivoluzione la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione dello scorso 18 settembre [1] in materia di riscossione dei crediti erariali. Passata forse inosservata, la pronuncia – dettata dal massimo consesso – stabilisce un nuovo divieto per Equitalia: un divieto che neanche il Decreto del Fare (già noto per i numerosi paletti imposti all’esecuzione forzata) aveva previsto. In pratica, la pronuncia impone all’Agente della riscossione, prima di iscrivere un’ipoteca o un fermo per mancati pagamenti di cartelle, di attivare sempre il contraddittorio con il debitore, in quanto si tratta di misure lesive dei suoi diritti.

Che significa in pratica? Che, sia nel caso di ipoteche, di fermi che di pignoramenti mobiliari, la misura cautelare o il pignoramento devono essere sempre preceduti da un formale invito al contribuente a fornire chiarimenti entro trenta giorni.

L’ipoteca iscritta senza invito preventivo produce comunque effetti, ma se ne può chiedere al giudice la cancellazione, eccependone l’illegittimità.

La portata rivoluzionaria della sentenza in commento è facile da comprendere. Fino a ieri, l’obbligo del preventivo contraddittorio e confronto con il contribuente era riconosciuto solo nei confronti dell’Agenzia delle entrate, ossia per tutte quelle procedure che confluivano poi in un avviso di accertamento (per esempio gli accertamenti realizzati con gli studi di settore). Invece, oggi, per la prima volta, tale diritto del contribuente è stato riconosciuto anche davanti ad Equitalia (in coerenza con la legge [2], che ha da tempo esteso le garanzie dello Statuto dei diritti del contribuente ai concessionari della riscossione).

In caso di pignoramenti

La sentenza fa riferimento solo a fermi e ipoteche. Ma il principio sembra doversi estendere anche al caso di pignoramenti.Le considerazioni della Cassazione, infatti, sembrano doversi applicare a qualsiasi attività di Equitalia che si traduca in atti o provvedimenti pregiudizievoli per il contribuente.

Infatti, se la parte ha diritto a essere sentita prima dell’adozione delle misure cautelari, ancor più ciò deve essere garantito nei procedimenti espropriativi.

La legge già prevede, se è decorso un anno dalla notifica della cartella di pagamento, che gli atti espropriativi siano preceduti dalla notifica di una intimazione di pagamento con l’invito a pagare le somme dovute entro cinque giorni. Tale intimazione potrebbe svolgere le funzioni dell’invito al contraddittorio, purché preveda il maggior termine di 30 giorni per rispondere all’avviso.

Cosa cambia da oggi: come difendersi in caso di mancato preavviso

D’ora in poi, dunque, occorrerà sempre verificare se le procedure adottate da Equitalia rispettino i principi dettati dalla pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione. In particolare, posto che l’ipoteca o il fermo dovranno essere sempre preceduti da un invito al contraddittorio, come può materialmente difendersi il contribuente che si ritrovi l’iscrizione ipotecaria senza aver ricevuto alcuna comunicazione di preavviso? Ecco le strade possibili.

Se il contribuente ha ricevuto il fermo o l’ipoteca senza il preavviso a fornire chiarimenti, potrà impugnare la misura davanti alla Commissione tributaria (se il debito originario era tributario), eccependo per l’appunto la mancanza di qualsiasi invito preventivo. In questo caso il giudice dovrà applicare il dettato delle Sezioni unite, accogliendo il ricorso.

 

L’interessato potrebbe in qualunque momento impugnare l’ipoteca o il fermo, anche se di molto tempo anteriori, eccependone l’illegittimità e chiedendone la cancellazione al giudice. E ciò a maggior ragione se non c’è mai stata una formale notifica dell’ipoteca o del fermo, perché in tal caso non possono decorrere termini perentori per l’impugnazione.

note

[1] Cass. S.U. sent. n. 19667/2014.

[2] Art. 17 della legge 212/2000.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Volevo solo comunicare che sia per i fermi e che per le ipoteche Equitalia invia gia da tempo manda l’ invito al contraddittorio

  2. La sentenza conferma un orientamento già in uso, almeno per quello che riguarda le iscrizioni non precedute da formali e regolari notifiche (lo scrivo in risposta all’ultimo punto dell’articolo). Circa un anno fa, ho ottenuto la cancellazione di ipoteca per queste ragioni.

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