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La responsabilità dell’amministratore della Srl

29 Novembre 2015
La responsabilità dell’amministratore della Srl

L’azione di responsabilità esercitata dalla società, dai soci e dai creditori: le conseguenze e la prescrizione.

Gli amministratori della Srl sono tutti responsabili (in solido) per i danni derivanti dall’inosservanza dei doveri loro imposti dalla legge e dall’atto costitutivo per l’amministrazione della società.

Gli amministratori sono chiamati ad esercitare le loro funzioni secondo un dovere di diligenza professionale: si deve quindi avere riguardo alla più elevata diligenza che si può richiedere ad un accorto gestore di patrimonio altrui. In mancanza scatta la responsabilità (di tipo “contrattuale”, per inadempimento al mandato ricevuto dai soci, mandato che, appunto, è un contratto).

La responsabilità degli amministratori per i danni derivanti dall’inosservanza dei doveri loro imposti dalla legge e dall’atto è di due tipi:

– nei confronti della società è una responsabilità solidale: questo significa che la società, che agisca per il risarcimento, può chiedere l’intero importo a uno degli amministratori, salvo poi la facoltà di questi di rivalersi sugli altri amministratori responsabili;

– nei confronti del singolo socio e del terzo: solo per i danni che sono stati direttamente causati da loro atti dolosi o colposi. Quindi, in tal caso, non c’è più la responsabilità solidale.

Sebbene la legge non lo prevede espressamente, i giudici ritengono gli amministratori responsabili anche nei confronti dei creditori della società per inosservanza degli obblighi di conservazione del patrimonio sociale. Possono essere chiamati a rispondere in via solidale con gli amministratori i soci, ma anche i sindaci e il revisore.

La responsabilità degli amministratori può essere fatta valere promuovendo un’azione giudiziale, ma è possibile risolvere la lite in via stragiudiziale (con un arbitrato o con una mediazione) inserendo nell’atto costitutivo apposite clausole.

Quando scatta la responsabilità dell’amministratore

Perché scatti la responsabilità dell’amministratore e l’obbligo al risarcimento, chi agisce in giudizio deve dimostrare che vi siano stati specifici inadempimenti da parte dell’organo amministrativo ai doveri su di esso incombenti per legge e statuto. Inoltre deve provare che da tali omissioni ne è derivato un danno alla società.

Gli amministratori sono esonerati dalla responsabilità a due condizioni:

– devono dimostrare di essere esenti da colpa;

– se sono a conoscenza dell’atto potenzialmente dannoso che gli altri amministratori stavano per compiere, devono aver comunicato il proprio dissenso rispetto all’operazione.

La responsabilità per l’attività di gestione permane anche se il bilancio è stato approvato dai soci.

In caso di consiglio di amministrazione, non essendo previsto l’obbligo di far constatare il proprio dissenso mediante annotazione nel libro delle decisioni degli amministratori, l’amministratore può utilizzare qualunque altro mezzo di informativa, purché esso garantisca la certezza della data della comunicazione (come fax, raccomandata, e-mail).

L’azione di responsabilità può essere richiesta da ciascun socio anche se non è amministratore ed indipendentemente dal valore della sua partecipazione.

Se la SRL è fallita, l’azione è esercitata dal curatore fallimentare nominato dal tribunale.

Entro quanto si prescrive la responsabilità?

L’azione sociale si prescrive in 5 anni che decorrono dalla verificazione del pregiudizio al patrimonio sociale cagionato dagli amministratori, rimanendo sospesa finché gli amministratori restano in carica.

Le prove

Ai fini della prova, i soci hanno soltanto l’onere di dimostrare la sussistenza delle violazioni ed il nesso di causalità fra queste ed il danno verificatosi, mentre incombe sugli amministratori e sindaci l’onere di dimostrare la non imputabilità a sé del fatto dannoso, fornendo la prova positiva, con riferimento agli addebiti contestati, dell’osservanza dei doveri e dell’adempimento degli obblighi loro imposti. A tal fine, gli amministratori convenuti possono opporre al socio qualsiasi eccezione vantata nei confronti della società.



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