Con la nuova super tassa dei fondi, pensioni più ridotte

3 novembre 2014


Con la nuova super tassa dei fondi, pensioni più ridotte

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 novembre 2014



Fondi pensione: l’aliquota viene raddoppiata in un colpo solo, passando dall’11 al 20%.

La nuova legge di stabilità ha reso meno conveniente diventare vecchi (almeno sotto il profilo economico) e, d’un tratto, le lacrime della Fornero tornano alla memoria come un triste presagio anche dei governi successivi. Il nuovo esecutivo, difatti, ha disposto – con la nuova legge di Stabilità, in corso di approvazione – un vertiginoso aumento della tassazione dei fondi pensione la cui aliquota sale dall’11% al 20%. Una misura che toccherà tanto i lavoratori dipendenti che hanno scelto di non lasciare il TFR in azienda, quanto i professionisti che ricevono la previdenza dalle Casse private (leggi: “Professionisti: con la nuova tassazione delle Casse, a rischio le pensioni).

Che significa tutto ciò? Che chi avrà investito o depositato i propri risparmi in fondi pensione – per volontà o perché costretto dalla legge (come nel caso dei liberi professionisti) – vedrà i rendimenti annui tassati in una misura pari addirittura al doppio dell’aliquota dello scorso anno!

 

Quali saranno gli effetti pratici? La nuova super-tassa, prevista nel Ddl stabilità per il 2015, determinerà una riduzione delle prestazioni pensionistiche, riduzione che aumenterà sia al crescere del periodo di iscrizione, sia se il fondo ha avuto risultati d’investimento brillanti (la riduzione della prestazione potrà sfiorare anche l’11% degli utili maturati).

Insomma, l’aumento dall’11% al 20% della tassazione sui rendimenti annui dei fondi pensione ridurrà le prestazioni finali nette dei fondi stessi. Rendendo ancora più evidente il divario tra le condizioni previste in Italia e quelle dei Paesi europei che non prevedono tassazione dei rendimenti.

Seguendo l’esempio riportato sul Sole24 di oggi, si può avere un’idea dei numeri.

Se ipotizziamo infatti che un lavoratore con una retribuzione annua lorda di 50mila euro destini a un fondo pensione dal 1° gennaio 2015 l’accantonamento annuo del Tfr e consideriamo tre diversi periodi di iscrizione (15, 25 e 35 anni) e tre possibili diversi tassi annui di rendimento reale (2%, 4% e 6% al netto dell’equivalente incremento del costo della vita), la riduzione della prestazione può arrivare fino all’11% della posizione netta maturata. In valore assoluto, la differenza può superare i 37mila euro nello scenario con le performance migliori dei fondi”.

Insomma, in buona sostanza, il rendimento dei fondi diventa molto meno conveniente rispetto al passato e il lavoratore-investitore si vedrà corrispondere somme ulteriormente decurtate dall’ennesimo aumento della tassazione.

note

Autore immagine: 123rf com

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