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Accordo sul grano ucraino, c’è chi pensa già a un piano B

25 Luglio 2022 | Autore:
Accordo sul grano ucraino, c’è chi pensa già a un piano B

L’Ucraina punta a riprendere le esportazioni già tra qualche giorno, mentre la Russia dichiara di non volersi fermare e gli Usa optano per un’altra via.

L’Ucraina non ha tempo per rimuginare su quanto successo. Kiev non può permettersi di fermarsi a pensare che, neanche 24 ore dopo l’accordo stipulato con la Russia per istituire corridoi che garantissero la fuoriuscita di diverse tonnellate di grano dai porti controllati dai russi, Mosca ha deciso di bombardare in barba all’intesa concordata (leggi Putin ride in faccia alla fame: quale sarà il prossimo passo?).

Per questo il Governo ucraino prevede di riprendere le esportazioni di grano già questa settimana, dopo la firma a Istanbul dell’accordo con Mosca e nonostante il bombardamento di sabato del porto di Odessa da parte dell’esercito russo. «Ci aspettiamo che l’accordo inizi a funzionare nei prossimi giorni», quando dovrebbe entrare in funzione anche il centro di coordinamento a Istanbul sui corridoi sicuri per le navi. «Stiamo preparando tutto per iniziare già questa settimana», ha affermato il ministro ucraino delle Infrastrutture, Oleksandr Kubrakov, in conferenza stampa.

«Non ci sono ostacoli all’esportazione di grano dai porti ucraini» ha assicurato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, in visita nella Repubblica del Congo, affermando – quasi senza accorgersi del controsenso – che l’accordo sul grano firmato venerdì scorso a Odessa «non ci impedisce di continuare la nostra operazione militare speciale, distruggendo infrastrutture militari e altri obiettivi militari» in Ucraina. Il recente attacco missilistico su Odessa, confermato dal ministero degli Esteri russo, non avrà alcun impatto sulle esportazioni di grano ucraino. Lo ha assicurato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

«Questi attacchi sono collegati esclusivamente alle infrastrutture militari. Non sono in alcun modo legati alle infrastrutture utilizzate per l’esportazione di grano. Ciò non dovrebbe influire – e non influirà – sull’inizio delle spedizioni», ha dichiarato Peskov nel corso di un punto stampa.

Vista la poca affidabilità dimostrata ancora una volta dal Cremlino, gli Stati Uniti stanno lavorando con l’Ucraina a un ‘piano B’ per permettere le esportazioni di grano. Lo ha detto l’amministratrice dell’agenzia per lo sviluppo internazionale americana, Samantha Power, spiegando che «il piano B coinvolge strade, ferrovie e l’invio di chiatte, oltre che adattamenti del sistema ferroviario in modo che possa essere allineato a quello in Europa, in modo che le esportazioni possano uscire più rapidamente». «Lavoriamo a piani di emergenza perché non c’è modo di potersi fidare di quello che dice Putin», ha aggiunto Power, parlando con la Cnn.

La responsabile di Usaid ha poi espresso l’auspicio che l’accordo sul grano «in qualche modo venga rispettato», nonostante la Russia abbia deciso di «voltargli immediatamente le spalle» bombardando il porto. E ha sottolineato che garantire l’approvvigionamento di grano aiuterà a far scendere i prezzi, ha detto Power: «Anche solo lo spettro che l’accordo funzioni e venga applicato e che i cereali lascino il porto ha fatto scendere i prezzi, anche in un periodo di 24 ore. Quindi, più offerta a parità di domanda significa prezzi più bassi».



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