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Auto davanti all’androne condominiale: che fare?

28 Luglio 2022 | Autore:
Auto davanti all’androne condominiale: che fare?

Quando non è consentito parcheggiare o sostare a lungo sotto il portone d’ingresso dell’edificio; come reagire legalmente a queste situazioni.

Molti condòmini usano le parti comuni dell’edificio come fossero proprie, senza curarsi minimamente degli altri e delle loro esigenze. Tra le varie forme di inciviltà c’è anche quella di chi lascia a lungo la propria auto davanti all’androne condominiale. Che fare in queste situazioni? L’uso degli spazi comuni, come i cortili, i viali ed i portoni, è consentito a condizione di non impedire agli altri di fare altrettanto e di non pregiudicare i loro diritti. Perciò è possibile una sosta momentanea e occasionale, per il tempo necessario a scaricare oggetti pesanti o voluminosi, ma non è ammessa un’occupazione protratta degli spazi e nemmeno un parcheggio che impedisca il transito pedonale o veicolare.

Sembrano regole elementari di educazione e di buon senso; eppure, in molti condomini italiani, c’è chi parcheggia il proprio veicolo proprio di fronte al portone di ingresso dell’edificio, costringendo chi deve passare a fare giri tortuosi per superare l’ostacolo. Questo crea parecchie difficoltà soprattutto alle persone anziane, alle mamme che trasportano i figli con la carrozzina o il passeggino e ai disabili che si muovono con la carrozzina. Così se la civiltà scarseggia intervengono i rimedi legali. Vediamo, dunque, che fare se ci sono auto davanti all’androne condominiale e i proprietari non vogliono spostarle spontaneamente.

Androne condominiale: quali regole?

L’androne condominiale è l’area di transito che permette l’accesso agli edifici che compongono il condominio; di solito, si trova tra il portone d’ingresso del palazzo e le scale o i cortili interni. L’androne è considerato per legge [1] una parte comune dell’edificio, quindi appartiene in modo indistinto a tutti i condomini, che partecipano secondo le rispettive quote di proprietà alle spese di manutenzione necessarie (illuminazione, pulizia, tinteggiatura, ecc.).

Molti androni sono abbastanza larghi da consentire il passaggio di veicoli, come autovetture e ciclomotori (talvolta anche furgoni e camion), e proprio in questi casi si pone il problema delle soste non autorizzate. Essendo l’androne un bene comune, si applica la basilare regola sancita dall’art. 1102 del Codice civile, secondo cui l’uso di quello spazio deve essere paritario e la destinazione dell’area non deve essere alterata.

Uso dell’androne per carico e scarico merci

L’androne – pur non essendo destinato tipicamente al parcheggio – può servire anche al transito e alla sosta momentanea di veicoli, se il regolamento condominiale o le delibere dell’assemblea prevedono tale facoltà. In particolare, il regolamento condominiale di tipo contrattuale (è tale quello predisposto dal costruttore e approvato da tutti i condomini nei rispettivi atti di acquisto immobiliare) può disciplinare le modalità di carico e scarico merci nell’androne e nelle altre aree comuni, prevedendo i tratti e gli orari in cui queste operazioni sono consentite, oppure vietando di occupare determinati spazi (ad esempio quello attorno al portone d’ingresso).

Uno degli usi tipici e legittimi dell’androne è quello di consentire il carico e scarico delle merci ai proprietari degli appartamenti ed agli occupanti dei negozi che si trovano nell’edificio condominiale. Anche qui, però, si applica la regola fondamentale sancita dall’art. 1102 del Codice civile sull’uso delle cose comuni: «ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto».

Androne condominiale: quando la sosta diventa illecita

Questa facoltà di pari uso dell’androne in favore di tutti i condòmini da un lato permette a ciascuno di usarlo per le normali esigenze, come quella di far entrare veicoli per caricare e scaricare i mobili durante un trasloco, i prodotti ingombranti acquistati o le merci necessarie per l’esercizio dell’attività commerciale, professionale o artigianale esercitata; ma dall’altro lato impedisce di creare un’occupazione protratta o permanente di quello spazio e di porre ostacoli al transito degli altri. La Corte di Cassazione afferma che la sosta di autoveicoli nel cortile o nelle altre parti comuni «non deve pregiudicare la transitabilità e la contemporanea fruibilità» dell’area da parte degli altri condomini [2].

Parcheggio di veicoli nell’androne: rimedi legali

La violazione delle regole civilistiche o regolamentari che abbiamo esaminato costituisce un atto illecito, che obbliga l’amministratore ad intervenire, di propria iniziativa o su segnalazione dei condomini interessati a far cessare la violazione. Spetta per legge [3] all’amministratore, infatti, il compito di «curare l’osservanza del regolamento di condominio», nonché «disciplinare l’uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi nell’interesse comune, in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a ciascuno dei condomini».

Se l’androne affaccia su una via pubblica, sarà anche possibile far intervenire la Polizia municipale per la constatazione del divieto di sosta e la rimozione del veicolo, ma quando l’androne insiste su parti interne e di proprietà privata, l’unico rimedio praticabile per risolvere la singola situazione pregiudizievole è quello di far agire l’amministratore affinché adotti i provvedimenti opportuni, come una diffida agli inadempienti.

Per evitare che casi analoghi si ripetano, l’assemblea può deliberare l’installazione di “dissuasori” di sosta, cioè di ostacoli fissi collocati per impedire che i condomini o gli estranei parcheggino nell’androne o nel viale di accesso al condominio. Bisogna ricordare che, nei casi più gravi, parcheggiare un veicolo in modo da bloccare totalmente i movimenti di chi deve passare integra il reato di violenza privata: pertanto, è possibile sporgere denuncia penale all’autorità giudiziaria.

Sosta non autorizzata di auto nell’androne: come fare la causa civile?

Se il comportamento di parcheggio o sosta non autorizzata di veicoli nell’androne non cessa e si ripete spesso, bisogna intraprendere una causa giudiziaria civile (anche ai fini del risarcimento del danno), tenendo, però, presente che per questo tipo di violazioni non si può chiamare in causa l’intero condominio, altrimenti la domanda può essere rigettata. Bisogna, invece, agire soltanto contro i singoli trasgressori. Lo ha affermato una nuova sentenza del tribunale di Napoli [4]: il condominio, convenuto in giudizio, si era difeso sostenendo che «l’indebita occupazione perenne dello spazio antistante l’androne d’ingresso» era addebitabile solo ad alcuni condòmini, che parcheggiavano le proprie autovetture in violazione del regolamento condominiale.

Pertanto, se tra le attribuzioni dell’amministratore rientra, come abbiamo visto, quella di agire per ottenere la cessazione degli abusi, dall’altro lato lo stesso amministratore «non può stare in giudizio per pretese del singolo rivolte ad accertare le violazioni regolamentari perpetrate da altri partecipanti e ad ottenere una conseguente condanna risarcitoria del condominio», come ha affermato anche la Cassazione [5].


note

[1] Art. 1117 Cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 7618/2019.

[3] Art. 1130 bis Cod. civ.

[4] Trib. Napoli, sent. n. 6782/2022.

[5] Cass. ord. n. 35315/2021 e n. 2943/2004.

Autore immagine: depositphotos.com


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