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Aumento dell’IVA: un macigno che grava sull’Italia

4 Novembre 2014
Aumento dell’IVA: un macigno che grava sull’Italia

Signorini, vice direttore di Bankitalia alla Camera: per scongiurare l’aliquota al 25,5% necessario ridefinire la spesa.

Non si placano le polemiche sul DdL Stabilità per il 2015 che, come ormai noto, contiene la bomba ad orologeria chiamata “aumento dell’IVA”. Il meccanismo, nascosto sotto le cosiddette “clausole di salvaguardia” funziona come una spada di Damocle sulla fiducia dei consumatori (leggi “L’aumento dell’IVA di 3,5 punti % e la clausola di salvaguardia.

L’idea che di qui a tre anni l’aliquota IVA possa giungere al 25,5% preoccupa però non solo le famiglie, ma anche il vicedirettore generale della banca centrale italiana, Luigi Federico Signorini, ieri in audizione alla Camera. Nell’analisi formulata ieri dal banchiere centrale non sono mancati alcuni ammonimenti, connessi alla struttura della manovra.

Il principale di questi riguarda, inevitabilmente, proprio le clausole di salvaguardia cui è collegato il “minacciato” aumento dell’IVA. Ricordiamo che il disegno di legge di stabilità, al fine di realizzare gli obiettivi di bilancio a partire dal 2016, dispone un forte inasprimento dell’Iva: dal primo gennaio 2016 le aliquote del 10 e del 22 per cento passerebbero, rispettivamente, al 12 e al 24 per cento; dall’anno successivo salirebbero al 13 e al 25 per cento; infine a decorrere dal 2018, la più elevata crescerebbe al 25,5 per cento.

Naturalmente, questi incrementi di aliquote non verrebbero applicati o sarebbero applicati solo in parte se saranno adottati provvedimenti alternativi di incremento delle entrate o di razionalizzazione della spesa e sempre che la nostra economia non presenti sorprese o i conti fatti alle Finanze risultino corretti. Insomma, se non ci saranno revisioni al ribasso – come purtroppo invece sempre succede – la bomba ad orologeria potrebbe essere disinnescata.

Con le clausole di salvaguardia l’aumento di imposta sarebbe pari a 16,1 miliardi nel 2016 a 25,5 nel 2017 e a 27,5 nel 2018. Il dirigente di Bankitalia annota: “L’uso di clausole di salvaguardia rafforza la credibilità dell’impegno del nostro paese a proseguire nel processo di consolidamento delle pubbliche finanze”. Ma l’aumento previsto per le aliquote Iva “le porterebbe su livelli molto elevati. Per evitarlo e anche per dare maggiore certezza alla politica di bilancio, è quindi opportuno definire quanto prima provvedimenti riguardanti la razionalizzazione della spesa e dei regimi agevolativi». In pratica, chiarisce poi Signorini l’impatto del ddl Stabilità dipenderà anche “dalle modalità con cui verranno effettuati i risparmi di spesa”.


note

Autore immagine: 123rf com


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