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Avvocato difensore d’ufficio: nuovi requisiti e condizioni per iscrizione e mantenimento

4 novembre 2014


Avvocato difensore d’ufficio: nuovi requisiti e condizioni per iscrizione e mantenimento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 novembre 2014



Almeno 10 udienze per restare iscritti nell’elenco della difesa d’ufficio.

Continua a far discutere la riforma della difesa d’ufficio, approvata lo scorso 30 ottobre dal Consiglio dei Ministri (di cui abbiamo parlato in “Difesa d’ufficio dell’avvocato: necessari 5 anni d’esperienza”). A preoccupare i legali sono le rigide condizioni imposte per l’inserimento e il mantenimento dello “status” di iscritto.

In particolare, è previsto che, per conservare il proprio nominativo all’interno dell’elenco dei difensori d’ufficio l’avvocato dovrà partecipare ad almeno 10 udienze all’anno, escluse quelle di semplice rinvio.

Per l’iscrizione, invece, sono state previste tre condizioni:

1. partecipazione a un corso biennale di formazione e aggiornamento professionale in materia penale, organizzato dal Consiglio dell’ordine circondariale o da una Camera penale territoriale o dall’Unione delle Camere penali, della durata complessiva di almeno 90 ore e con superamento di esame finale;

2. iscrizione all’Albo da almeno cinque anni ed esperienza nella materia penale, comprovata dalla produzione di idonea documentazione;

3. conseguimento del titolo di specialista in diritto penale sulla base delle nuove regole previste dal ministero della Giustizia in esecuzione della riforma dell’ordinamento forense anche queste in discussione in Parlamento.

Ricordiamo a chi non ha pratica delle aule di tribunale – specie quelle penali – che la difesa d’ufficio è la nomina automatica di un avvocato, fatta dallo Stato in favore di chi subisca un procedimento penale, qualora questi non abbia provveduto a nominare un proprio difensore di fiducia o ne sia rimasto privo. Il che non significa che il legale sia pagato dallo Stato (condizione che ricorre nel diverso caso del patrocinio a spese dello Stato, ricorrendo i requisiti di reddito).

Il difensore d’ufficio è nominato dal giudice o dal pubblico ministero sulla base di un elenco di difensori predisposto dal consiglio dell’ordine forense, d’intesa con il presidente del tribunale, ha l’obbligo di prestare il suo patrocinio e può essere sostituito solo per giustificato motivo. Le spese della difesa di ufficio sono a carico dell’imputato salvo che sussistano i requisiti per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

Inoltre la difesa d’ufficio viene riconosciuta nei procedimenti penali mentre in quelli civili è riconosciuta solo nei procedimenti davanti al tribunale dei minorenni.

Il giudizio delle Camere penali sul testo della riforma rivela entusiasmo. “Ci siamo battuti in particolare per riformare l’articolo 29, Disposizioni attuative del Codice di procedura penale, introducendo, per ciò che concerne i requisiti di accesso all’elenco, idonee garanzie di competenza in ambito penale. Abbiamo con forza sostenuto la centralità della specializzazione, la imprescindibile necessità che i corsi di formazione fossero organizzati dalle camere penali territoriali e che fossero previste serie verifiche finalizzate ad accertare la specifica competenza di coloro che intendono prestare la propria attività professionale in qualità di difensori d’ufficio. Abbiamo inoltre ottenuto l’innovativa introduzione della verifica dell’esercizio continuativo dell’attività nel settore penale, quale requisito per il mantenimento nell’elenco dei difensori d’ufficio”.


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