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Danni all’appartamento per lavori al palazzo: appaltatore, condominio e amministratore responsabili

4 novembre 2014


Danni all’appartamento per lavori al palazzo: appaltatore, condominio e amministratore responsabili

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 novembre 2014



Il proprietario della casa danneggiata dai lavori eseguiti su parti comuni può chiedere, in determinati casi, il risarcimento non solo alla ditta di costruzioni, ma anche all’amministratore e al condominio.

 

Se l’esecuzione di lavori condominiali sulle parti comuni dell’edificio danneggia l’appartamento di un singolo condomino, quest’ultimo può certamente agire, per il risarcimento del danno, nei confronti della ditta appaltatrice per la condotta poco diligente.

Tuttavia, in determinati casi, a tale responsabilità si può affiancare – in solido – anche quella del condominio in qualità di committente e dell’amministratore. I casi in cui ciò si può verificare sono stati evidenziati da una recente sentenza della Cassazione [1]. In particolare dei danni provocati alle proprietà private, nel corso di lavori di rifacimento di parti condominiali, rispondono:

1. l’impresa di costruzioni

– se essa svolge la propria prestazione normalmente in piena autonomia, utilizzando i mezzi che ritiene adeguati;

2. il condominio

– se l’impresa di costruzioni si limiti a eseguire, senza margini autonomia, le istruzioni che riceve dall’appaltante (in pratica, tutte le volte in cui il condominio abbia dato un ordine all’appaltatore tale da privare quest’ultimo di ogni possibile autonomia nell’esecuzione dello stesso);

– oppure se ha colpa per aver affidato i lavori a un’impresa che palesemente difetta delle necessarie capacità tecniche;

3. l’amministratore

– quando viene meno al proprio dovere di controllare la corretta esecuzione dei lavori da parte dell’impresa [2];egli, però, non risponde qualora i danni siano stati causati da una scelta propria dell’impresa che l’amministratore non poteva evitare neppure utilizzando la normale diligenza nello svolgimento delle proprie mansioni. Il che significa che, al contrario dell’impresa, l’amministratore non ha una responsabilità oggettiva per i danni causati ai condomini dall’impresa costruttrice.

È possibile che i soggetti interessati (impresa, condominio e amministratore) vengano condannati, per i danni arrecati, “in via solidale tra loro”. Ciò, in pratica, significa che il condomino danneggiato potrà chiedere l’integrale pagamento indifferentemente a uno solo dei tre oppure per quote a ciascuno di essi.

note

[1] Cass. sent. n. 20557/2014.

[2] Cosiddetta “culpa in vigilando”.

Autore immagine: 123rf com

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