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Polizza vita fuorviante: a che cosa si ha diritto?

1 Agosto 2022 | Autore:
Polizza vita fuorviante: a che cosa si ha diritto?

Come difendersi dalle contraddizioni tra il contenuto del fascicolo informativo e del contratto della index linked: parola alla Cassazione.

Patti chiari, amicizia lunga si dice spesso. Quando si sottoscrive una polizza vita, i patti chiari devono essere alla base del contratto, altrimenti l’amicizia dura poco. Anzi: non dura per niente, perché il cliente ha la possibilità di agire per riavere ciò che aveva dato fidandosi di quel che gli era stato detto. Lo ha stabilito una recente ordinanza della Cassazione che ha risposto alla domanda: in caso di polizza fuorviante, a che cosa si ha diritto?

Dove bisogna sottoscrivere i patti chiari? Su tutti i documenti che la compagnia di assicurazioni consegna al cliente. Allo stesso modo, però: non vale – dice la Suprema Corte – riportare una cosa sul fascicolo informativo e la stessa ma con sfumature diverse che la ribaltano sul contratto. Nella polizza vita, in particolare sulle index linked – quelle finite nel mirino della Cassazione – o è bianco o è nero. Il «bianconero» è meglio lasciarlo per la maglia della Juventus o dell’Udinese. Vediamo cosa hanno detto i giudici sui diritti del cliente in caso di polizza vita fuorviante.

Che cos’è la polizza vita index linked?

La polizza vita index linked è un prodotto assicurativo ad alto contenuto finanziario che propone all’investitore un risultato indicizzato all’andamento di quattro variabili:

  • della Borsa;
  • di un paniere azionario e/o obbligazionario;
  • della gestione dei fondi comuni d’investimento;
  • dei tassi di cambio.

Si tratta, comunque, di un contratto assicurativo del ramo vita che prevede il pagamento di un premio unico e che viene considerato ad alto rischio.

La somma versata viene restituita a una scadenza unica e prestabilita nel contratto, maggiorata dell’eventuale guadagno ottenuto con l’indicizzazione. Se le cose vanno bene, le index linked possono essere molto remunerative ma, comunque, hanno dei costi piuttosto elevati.

Polizza vita index linked: quali tutele?  

Prima di sottoscrivere una polizza vita index linked, la compagnia assicurativa è obbligata a fornire al cliente tutte le informazioni, soprattutto quelle che riguardano il caso in cui il valore della polizza scenda al di sotto di determinate soglie (al di sotto del 30% rispetto al valore dei premi investiti e, successivamente, ogni qualvolta si verifichino ulteriori perdite pari o superiori al 10%).

Inoltre, le compagnie pubblicano giornalmente almeno su un quotidiano a diffusione nazionale e nel proprio sito Internet:

  • l’indice e/o il valore di riferimento, con la relativa data di valorizzazione, nel caso di polizze index-linked emesse prima del 1° novembre 2009
  • i valori di riscatto espressi in funzione di un capitale assicurato nozionale di 100 euro, nel caso di polizze index-linked emesse dopo il 1° novembre 2009.

Polizza vita index linked: quando si ritiene fuorviante?

Secondo una recente ordinanza della Cassazione, una polizza vita deve ritenersi fuorviante nel momento in cui differiscono le informazioni rese dalla compagnia di assicurazioni sul fascicolo informativo e sul contratto.

Sostiene la Suprema Corte che il cliente ha diritto al rimborso del premio versato nel caso in cui su un documento trovi scritto di avere la garanzia di capitale e di rendimento minimo e l’altro riporti che tale garanzia non esiste. In tal caso, il contraente deve avere il rimborso del premio più un risarcimento del danno per violazione degli obblighi informativi.

Nello specifico, la Cassazione si è occupata di una polizza index linked che, secondo il contratto, non dava alcuna garanzia di capitale o di rendimento minimo, dipendendo il pagamento dalle oscillazioni del parametro di riferimento adottato e/o dalla solvibilità dell’ente che aveva emesso gli strumenti finanziari. Il fascicolo precisava anche che, tra i rischi finanziari, vi era quello di ottenere un capitale a scadenza inferiore al premio versato.

Viceversa, nel fascicolo informativo della compagnia c’era scritto il contrario: negli estratti conto – si leggeva – il capitale versato risultava «garantito alla scadenza mediante il rimborso del 100%».

Ecco, quindi, secondo i giudici supremi, dove c’è la violazione degli obblighi informativi che scatena l’obbligo di rimborso integrale del premio e il risarcimento del danno, a causa della natura contraddittoria del rapporto tra la brochure informativa e il contenuto del contratto.


note

[1] Cass. ordinanza del 25.07.2022.


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