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Nuovo Isee: come le bugie degli italiani saranno stanate

4 Novembre 2014


Nuovo Isee: come le bugie degli italiani saranno stanate

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Novembre 2014



Così si scopriranno i falsi poveri: niente più autocertificazione e controllo incrociato delle dichiarazioni.

Nato per calcolare la ricchezza del nucleo familiare, l’Isee serve per creare le graduatorie di accesso ai servizi sociali: dagli asili nido alle borse di studio.

Ma così com’è non funziona e bastano due numeri a spiegarne il perché.

L’80% degli italiani che presenta l’Isee dichiara di non avere un conto in banca. Un falso evidente visto che il conto ce l’hanno più di 7 italiani su 10, secondo quanto rivela un recente studio della CGIA di Mestre.

L’Isee poi si basa sull’autocertificazione: in pratica, basta dire di non avere 1 euro in banca per avere la mensa gratis a scuola. Non c’è nessun controllo successivo. E infatti uno studio della CGIL sostiene che il 20% delle dichiarazioni Isee non corrisponde alle reali condizioni di ricchezza. Tradotto in un concetto ancora più semplice: il 20% degli italiani dichiara il falso pur di avere dei vantaggi che non gli spettano, così contribuendo al famoso buco dello Stato sociale. Con il risultato che, ogni anno, 2 miliardi di servizi sociali vanno a chi non ne avrebbe diritto.

Finisce poi che, per aver dato a chi non ne aveva bisogno, si è costretti a togliere anche a chi ne ha il sacrosanto diritto. Ma questa è storia vecchia e la spendig review dei giorni nostri, imposta ad amministrazioni centrali, periferiche ed enti locali, è la prova evidente dello stato di crisi dei servizi sociali. Insomma, come si ruba al vertice si ruba anche alla base.

Fin dal Governo Monti si è cercato di varare il nuovo Isee: meno spazio all’autocertificazione, conteggio di reddito e patrimonio di una famiglia, controlli sui conti correnti. Ma poi rinvii e cambi di governo ne hanno fermato la riforma.

Da gennaio, annuncia l’esecutivo, dovrebbero scattare i nuovi criteri dell’Isee. Non ci sarà spazio all’autocertificazione. I redditi non saranno dichiarati dal contribuente, ma saranno prelevati dai dati in possesso all’Agenzia delle Entrate (tramite l’anagrafe tributaria). Così i conti correnti: non sarà il cittadino a rivelare se ha un conto e quanto vi nasconde dentro, ma le stesse banche che lo comunicheranno in automatico (leggi “Il nuovo Isee prevede controlli in banca contro i falsi poveri”).

Peraltro le amministrazioni potranno fare controlli incrociati tra quanto dichiarato dal contribuente nel nuovo Isee e le banche dati in uso al fisco e alle P.A.: con la conseguenza che chi dichiarerà il falso sarà inserito nelle liste selettive e verrà “accertato” dalla Guardia di Finanza o dall’amministrazione fiscale.

Ma sul regolamento del nuovo Isee manca ancora il parere del Garante della Privacy e 25 associazioni di disabili hanno presentato il ricorso al TAR del Lazio. Che potrebbe ancora una volta invalidare tutto.

Insomma, ancora una volta sembra quasi che a voler far naufragare la barca sia una buona fetta di italiani.

note

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. sono un famigliare di un disabile grave; veniamo al dunque, lui percepisce la pensione Inps + accompagnamento+ invalidita’civile totale 1280euro ricoverato in struttura protetta ,versa il 90x 100 all’ente comunale ,il restante occorre x spese personali, tichet medicinali,visite specialistiche,indumenti intimi,lavanderia ,, occorre andare ha trovarlo e fuori dal suo paese circa 40 kmx arrivarci 3 volte la settimana.. dovremo portarli un qualcosa non basta cio che a’ io percepisco la pensione inpidap 20.000 euro lordi, non ho altro devo pagarmi la retta della macchina ,assicurazione e altro,,,le spese mie personali viveri e tutt’altro piu’ delle volte sono fuori il cc bancario a debito,essendo nucleo famigliare, assieme in quanto sono tutore,, io sarei ricco,,,e tutto cio non posso dedurre nulla ,vi e’stata la legge dell’ingano lasciare l’accompagnamento perché paghi,in quanto dovrebbe essere a carico del servizio sanitario, invece sono classificati malati di seie a e b,lui gia’ malato mentale,successivo ictus celebri ,,declassatto dalla prima malattia divenuta secondaria , la commissione asl grande ingiustizia,,, io non posso dedurre nulla sono in poverta’….. l’ufficio delle entrate mi contesta certe irregolarita’ mi chiedo dove vogliono arrivare.

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