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Lavoro: di straordinari e mansioni differenti non risponde l’agenzia interinale

4 novembre 2014


Lavoro: di straordinari e mansioni differenti non risponde l’agenzia interinale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 novembre 2014



Spetta all’azienda presso cui il dipendente svolge il servizio  pagare le differenze retributive per le ore superiori a quelle previste nel contratto e in caso di cambio di mansioni.

Se il lavoratore dipendente è stato assunto attraverso il sistema dell’agenzia interinale quest’ultima non risponde se l’utilizzatore (datore di lavoro) impiega l’addetto per un numero di ore superiori a quanto previsto dal contratto: la responsabilità solidale della società di lavoro interinale, introdotta in favore della parte debole del contratto, cioè l’addetto, risulta infatti limitata a prestazioni e retribuzioni pattuite in origine.

Insomma, il lavoratore se la può prendere solo con l’azienda utilizzatrice che sarà, pertanto, tenuta a pagare le differenze retributive quando impiega il lavoratore somministrato in modo difforme dal contratto sottoscritto con l’agenzia, ad esempio in mansioni diverse da quelle per le quali fu ingaggiato.

Lo ha chiarito il Tribunale di Napoli in una recente sentenza [1].

Sebbene la legge [2] preveda la responsabilità solidale di somministratore e utilizzatore rispetto al pagamento degli oneri contributivi e retributivi in favore del lavoratore, tuttavia l’agenzia interinale risulta garantita dall’espressa previsione del contratto di somministrazione dove viene di norma indicato, in modo esplicito, mansioni, inquadramento e orario. Insomma: di quel che avviene in azienda ne risponde solo il datore di lavoro-utilizzatore dell’addetto.

Dunque, le differenze retributive vanno sempre richieste soltanto all’impresa utilizzatrice se l’agenzia di somministrazione non sia stata informata dell’orario di lavoro più gravoso che il lavoratore lamenta di aver osservato.

Chi ha fornito il personale all’azienda, dunque, non può essere chiamato a rispondere per circostanze delle quali è rimasto ignaro.

note

[1] Trib. Napoli, sent. n. 9507/14.

[2] Art. 23 dlgs. n. 276/03

Autore immagine: 123rf com


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