Cronaca | News

Il nuovo ricatto della Russia sul grano

27 Luglio 2022 | Autore:
Il nuovo ricatto della Russia sul grano

Gli accordi sul grano ci sono, eppure la Russia calca ancora una volta la mano facendo capire che se non verranno ritirate le sanzioni il grano non partirà.

Non è bastato il bombardamento russo all’indomani degli accordi trovati per l’esportazione del grano con l’Ucraina, con la mediazione della Turchia e dell’Onu. Non è bastato neanche ribadire nei giorni successivi che nonostante l’accordo Mosca non ha alcuna intenzione di fermare la sua sanguinaria avanzata. Ora, dal Cremlino arriva l’ennesima minaccia per spingere l’Occidente a bloccare il prima possibile le sanzioni, nei giorni scorsi confermate dall’Ue fino al 2024.

«Nulla è da escludere»: così ha risposto il vice ministro degli Esteri russo, Andrey Rudenko, alla domanda se esiste la possibilità di un fallimento dell’accordo sull’export di grano dall’Ucraina, raggiunto nei giorni scorsi a Istanbul.

Rudenko, citato dall’agenzia Ria Novosti, ha chiesto l’implementazione della parte dell’intesa che prevede «la revoca delle restrizioni all’esportazione di grano russo». Il diplomatico ha ricordato che le parti hanno concordato l’attuazione “contemporanea” di due documenti: il primo riguardante lo sblocco dei porti ucraini ed il secondo, tra Russia e Onu, che riguarda la revoca parziale delle sanzioni alla Russia sull’export di grano e fertilizzanti.

Il vice ministro ha quindi annunciato che le prime navi salperanno dall’Ucraina attraverso il Mar Nero nel prossimo futuro, mentre la Marina di Kiev su Facebook proprio oggi ha dichiarato che è ripreso il lavoro nei tre porti ucraini sul Mar Nero di Odessa, Chornomorsk e Pivdeny coinvolti nell’accordo che ha sbloccato le esportazioni di grano dall’Ucraina, precisando che «le partenze e gli arrivi delle navi nei porti saranno effettuati formando un convoglio che accompagnerà la nave guida».

E proprio per monitorare il rispetto degli accordi, oggi è stato aperto ufficialmente a Istanbul il centro per il monitoraggio dell’esportazione del grano ucraino attraverso il mar Nero. Intervenuto alla cerimonia di apertura presso l’Università della difesa nazionale, il ministro turco della Difesa Hulusi Akar ha detto di ritenere che il centro darà un contributo significativo al superamento della crisi alimentare. Erano presenti anche rappresentanti dell’Onu, la Russia e l’Ucraina.

La nascita del centro fa parte dell’accordo raggiunto venerdì a Istanbul con la mediazione di Turchia e Onu. Nel centro lavora personale militare e civile, con cinque rappresentanti per ognuna delle parti. Il fatto che Russia, Ucraina e Onu abbiano inviato i loro rappresentanti già questo sabato, è stato sottolineato oggi da Akar come un importante segnale della volontà di portare avanti l’intesa. Intanto si lavora in Ucraina per far partire la prima nave carica di grano.



Sostieni laleggepertutti.it

"La Legge per Tutti" è una testata giornalistica indipendente che da oltre 10 anni informa gratuitamente milioni di persone ogni mese senza il supporto di finanziamenti pubblici. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube