Così ripartirà la macchina inceppata del Superbonus

28 Luglio 2022 | Autore:
Così ripartirà la macchina inceppata del Superbonus

Ora, le banche potranno cedere i crediti a tutti i correntisti titolari di partita Iva: in questo modo, la Camera ha deciso di sbloccare la situazione.

Serviva la caduta del Governo, evidentemente, per trovare una soluzione che andasse bene a tutti. E così anche sul Superbonus la Camera ha trovato un accordo capace di far ripartire il mercato salvando il lavoro a migliaia di lavoratori e piccoli imprenditori.

Ieri in Aula, dopo una lunga giornata di trattative, con 355 voti favorevoli e 31 contrari, 11 gli astenuti  è stato approvato il decreto Semplificazioni, e con questo anche un provvedimento che consente di far passare i pacchetti fiscali e i crediti da bonus case dalle banche ai correntisti con partite Iva, cancellando le norme che limitavano questa facoltà. Il provvedimento contiene anche misure relative al rilascio del nullaosta al lavoro e alla Tesoreria dello Stato passa ora all’esame del Senato.

Grazie alla decisione assunta in Aula, si è slegato un nodo che ormai da settimane teneva il Governo sulle spine, per quel Superbonus «buona idea ma gestita male». A partire dallo scorso mese di febbraio, era stata bloccata la possibilità di cedere senza limiti i crediti per accedere al Superbonus, in seguito a un primo intervento antifrode messo in piedi per questa misura che aveva evidenziato numerosi abusi e illiceità.

Stoppare la possibilità di effettuare successive cessioni del credito ha però fin da subito creato un blocco del mercato e dell’acquisto di nuovi crediti da parte degli operatori finanziari a cui il Governo doveva da tempo trovare una soluzione. Il problema in questi mesi è cresciuto parallelamente al numero di crediti “incagliati”, cioè ceduti a terzi come sicuri per i quali però non è mai arrivata la comunicazione di accettazione o rifiuto. Si parla di crediti dal valore di 5,3 miliardi (a fine giugno) di cui il 71,2% per il Superbonus mentre i restanti 28,8% per gli altri bonus edilizi, capaci di mettere a rischio 47mila addetti nelle micro e piccole imprese. A rimanere bloccate, infatti, sono state soprattutto le piccole imprese che in questi mesi avevano stipulato appalti per valori ingenti potendo contare sulla possibilità di rientrare nei costi in tempi brevi almeno delle somme anticipate con lo sconto in fattura. Una situazione precaria e altamente pericolosa che, finalmente, ieri ha trovato una quadra.

La soluzione è stata, quindi, quella di concedere alle banche di continuare le cessioni nei confronti dei titolari di partita Iva, così che questi possano avere la liquidità necessaria per acquistare nuovi crediti e procedere con i lavori iniziati. Resta valida la discussa solidarietà derivante da questi crediti, ossia la responsabilità che ha chi acquista il credito, nei confronti del Fisco, nel caso in cui risulti che questo proviene da operazioni irregolari.

Seppur l’approvazione ci sia stata, le operazioni non ripartiranno nell’immediato: l’Agenzia delle Entrate ora ha il compito di aggiornare la piattaforma di cessione dei crediti consentendo le cessioni a soggetti al di fuori del sistema finanziario. Per farlo però, probabilmente, anche in virtù del periodo estivo, le Entrate atterranno la conversione in legge del decreto che dovrebbe avvenire entro il 20 agosto.



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