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Energia: la soluzione potrebbe arrivare da Kiev

28 Luglio 2022 | Autore:
Energia: la soluzione potrebbe arrivare da Kiev

Per sopravvivere senza il gas russo l’Ue ha varato un piano di risparmio energetico e approfitterà dell’energia che Kiev intende fornirle.

La Russia, come promesso, continua a tagliare gas all’Europa. Ieri, com’era stato annunciato, l’esportazione di gas alla Germania è stata ridotta ancora una volta: una carenza attesa, che l’Ue sta in ogni modo cercando di colmare. Per raggiungere lo scopo l’Europa ha a propria disposizione due strumenti: da un lato, il piano per il risparmio energetico varato a Bruxelles, dall’altro l’elettricità che Kiev è disposta a fornire ai suoi alleati. Nel frattempo, Mosca cerca di portare avanti la scusa del «scusate il disagio, non possiamo rifornirvi perché il gasdotto è in riparazione».

Il Cremlino, infatti, oggi ha ufficialmente auspicato che la turbina del Nord Stream 1, inviata nelle settimane scorse in Canada per lavori di manutenzione, arrivi al più presto nella stazione di compressione di Portovaya e sia installata. Parlando con i giornalisti, il portavoce della presidenza russa Dmitry Peskov ha detto: «Nell’amministrazione (presidenziale) non abbiamo l’opportunità di seguire tutte le fasi del trasporto della turbina, ma naturalmente speriamo che raggiungerà in qualche modo la sua sede nel prossimo futuro e che sia installata». Com’è ormai noto, Mosca continua a usare i problemi legati al rientro della turbina come giustificazione per tagliare la fornitura di gas all’Europa tramite il Nord Stream 1.

Nel frattempo, Gazprom e Siemens Energy si stanno scambiando reciproche accuse sui ritardi nella consegna dei documenti necessari per trasportare la turbina dalla Germania – dove è arrivata nei giorni scorsi dopo i lavori di manutenzione in Canada – alla Russia. Il tutto mentre Mosca ha ridotto il volume del gas erogato alla Germania al 20% della capacità del gasdotto Nord Stream 1. Nel giro di poche ore, il flusso è passato da 27 milioni di kilowatt all’ora a 17 milioni calando a 14 milioni in mattinata. Gazprom, aveva annunciato di voler ridurre l’erogazione dal 40 al 20% della capacità del gasdotto: Mosca afferma che ciò è dovuto a problemi tecnici causati dalle sanzioni occidentali per l’invasione dell’Ucraina, ma Berlino accusa la Russia di usare il gas come un’arma di ricatto.

Il governo tedesco è preoccupato per l’inverno, quando salgono i consumi di gas. Ieri, i depositi di stoccaggio risultavano pieni al 66.4%. L’obiettivo dell’esecutivo è di arrivare al 75% il primo settembre, all’85% il primo ottobre e al 95% il primo novembre.

Volendo correre in aiuto dei suoi alleati, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che l’Ucraina prevede di aumentare le esportazioni di elettricità verso la Ue, che, a causa del blocco delle forniture imposto alla Russia, deve affrontare potenziali carenze energetiche. «Ci stiamo preparando ad aumentare le nostre esportazioni di elettricità verso i consumatori nell’Unione Europea», ha detto Zelensky nel suo discorso di ieri sera. «Le nostre esportazioni ci consentono non solo di guadagnare valuta estera, ma anche di aiutare i nostri partner a resistere alla pressione energetica russa».

Il gas del Nord Stream 1 è utilizzato in parte per la produzione di energia elettrica. Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina ha collegato la sua rete al sistema europeo nonostante la guerra. «Faremo gradualmente dell’Ucraina uno dei garanti della sicurezza energetica europea grazie alla nostra produzione nazionale di elettricità», ha affermato.

Prima dell’invasione della Russia, il fabbisogno energetico dell’Ucraina veniva soddisfatto con il 50% di energia nucleare. Il Paese faceva affidamento anche sulle importazioni dalla Russia e dalla Bielorussia. Le truppe russe hanno recentemente raggiunto la più grande centrale nucleare dell’Ucraina a Enerhodar, una centrale idroelettrica sul fiume Dnipro e almeno due centrali elettriche a carbone.

Sempre per fronteggiare la guerra del gas che Mosca manda avanti contro l’Occidente, l’Ue si è attrezzata con un “piano di risparmio energetico”. Per ridurre al 7%, dal 15% indicato come obiettivo generale, il consumo di gas nel periodo 1 agosto 2022-31 marzo 2023 rispetto alla media dei cinque anni precedenti, l’Italia, e gli altri Stati membri dell’Ue che rispondono ai requisiti, dovranno dimostrare che la propria interconnessione con gli altri Paesi Ue in capacità tecnica di esportazione fissa, quindi nei gasdotti, rispetto al loro consumo annuo di gas nel 2021 è al di sotto del 50%. Lo riporta il testo del regolamento sul risparmio del gas in vista del prossimo inverno pubblicato dal Consiglio, sul quale i ministri dell’Energia hanno raggiunto un accordo politico l’altroieri a Bruxelles.

Non è l’unica condizione: gli Stati in questione dovranno anche dimostrare che la capacità di interconnessione con altri Paesi Ue è stata effettivamente usata per trasportare gas ad un livello pari almeno al 90% per almeno un mese prima la notifica della deroga, a meno che lo Stato membro non possa dimostrare che non c’è stata domanda e che la capacità è stata massimizzata, nonché che le strutture domestiche per il Gnl (gas naturale liquefatto, ndr) siano tecnicamente e commercialmente pronte a ridirigere gas verso altri Paesi membri fino ai volumi richiesti dal mercato.



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