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Riforma del processo civile: cosa cambia da oggi

28 Luglio 2022 | Autore:
Riforma del processo civile: cosa cambia da oggi

Il Consiglio dei Ministri ha approvato due decreti legislativi di attuazione della legge delega di riforma del processo civile e dell’Ufficio per il processo.

Il lavoro del Governo prosegue più incessante che mai. Seppur a camere sciolte non sia più possibile discutere di nuove proposte, in cantiere ce ne sono moltissime che stanno aspettando o l’approvazione o la determinazione della loro attuazione. Tra queste, fino ad oggi, c’era anche la riforma del processo civile, che ora si può depennare dalla lista di cose da fare.

Dopo due ore di discussione, è terminata la riunione del Consiglio dei Ministri (Cdm): tra le decisioni assunte non è mancata quella in merito alla modifica del processo civile per renderlo più celere ed efficace.

Da palazzo Chigi hanno fatto sapere che il Cdm, su proposta del ministro della Giustizia Marta Cartabia, ha approvato, in esame preliminare, due decreti legislativi di attuazione della legge delega di riforma del processo civile e dell’Ufficio per il processo, approvata dal Parlamento nell’ormai lontano 26 novembre 2021. Gli interventi – che rientrano negli impegni per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) – puntano a fornire risposte più celeri alle esigenze quotidiane dei cittadini nel rispetto delle garanzie. Ecco le principali previsioni dei decreti approvati.

In primo luogo, l’attuazione della legge delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata (decreto legislativo – esame preliminare).

Tra le novità, la valorizzazione delle forme di giustizia complementare: si potenzia la mediazione anche con incentivi fiscali; la negoziazione assistita tramite avvocati viene estesa tra l’altro anche alle controversie di lavoro e si potenzia l’arbitrato. Per una semplificazione del procedimento civile, la causa deve giungere alla prima udienza già definita nelle domande, eccezioni e prove; si procede con una semplificazione della fase decisoria e tra l’altro con una stabilizzazione delle innovazioni telematiche introdotte durante l’emergenza COVID-19.

Sempre in relazione all’obiettivo di semplificazione, sono contenuti molteplici interventi relativi all’assetto del giudizio di primo grado, con una rideterminazione in aumento della competenza del giudice di pace e con una riduzione dei casi in cui il tribunale opera in composizione collegiale. Si introduce l’istituto del rinvio pregiudiziale in Cassazione, consistente nella possibilità per il giudice di merito, quando deve decidere una questione di diritto nuova, di difficile interpretazione e suscettibile di reiterazione, sulla quale ha preventivamente provocato il contraddittorio tra le parti, di sottoporre direttamente la questione alla Corte di cassazione per la risoluzione del quesito posto.

La riforma introduce innovazioni estremamente significative nel settore del diritto processuale della famiglia. In attuazione dei principi assegnati dal legislatore delegante, si prevede il procedimento unitario in materia di persone, minorenni e famiglie (con alcune specifiche eccezioni), introducendo più tutele processuali a difesa di minori e donne vittime di violenza; si introduce un immediato coordinamento tra autorità giudiziarie civili e penali e con le forze dell’ordine. Si introduce il Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie, così da evitare la moltiplicazione delle controversie e introdurre, anche per il giudizio minorile, regole uniformi, organiche e coerenti per una più salda garanzia dei diritti delle parti.

In secondo luogo, sono state approvate le norme relative alla delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata e in attuazione della delega al Governo per l’efficienza del processo penale e in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la veloce definizione dei procedimenti giudiziari (decreto legislativo – esame preliminare). Il decreto prevede una compiuta e sistematica regolamentazione dell’Ufficio per il processo, l’istituto che va a sostegno degli uffici giurisdizionali sia penali che civili; viene esteso alla Corte di cassazione e alla Procura generale presso la Corte di Cassazione nonché agli uffici di merito del settore penale.

L’estensione e potenziamento dell’Ufficio per il processo incrementano l’efficacia del lavoro degli uffici giudiziari e dell’amministrazione nel suo complesso e contribuiscono a rendere effettive le riforme di carattere processuale, attraverso misure organizzative idonee ad abbattere il carico e l’arretrato giudiziario, in linea con gli obiettivi del PNRR.



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