HOME Articoli

News Debito e deficit, l’UE avverte l’Italia: nuove misure necessarie

News Pubblicato il 5 novembre 2014

Articolo di




> News Pubblicato il 5 novembre 2014

Rischio di una nuova procedura d’infrazione, di nuovi tagli e … chissà, nuove tasse.

Non sono bastate tutte le nuove tasse approvate nella bozza della legge di stabilità e quelle nascoste nelle pieghe del ddl; non è bastata la promessa di aumentare l’IVA già dal prossimo anno fino a sfiorare il 25,% attraverso la clausola di salvaguardia. Alla Commissione Europea tutto ciò non basta. “Servono nuove misure per risanare l’Italia, altrimenti già dal 2015 il deficit tornerà a crescere. E allora il nostro Paese sarà di nuovo fuori dal patto di stabilità (debito superiore al 3% del PIL) e, quindi, dagli accordi europei.

Con questi toni minacciosi l’U.E. si è rivolta ieri al capo del Governo, Renzi, per invitarlo a mettere al più presto riparo all’attuale situazione. Insomma, come già era stato evidenziato qualche giorno fa, la legge di Stabilità è un flop: c’è un buco da 10,4 miliardi.

La Commissione europea prevede una contrazione dell’economia italiana dello 0,4% quest’anno. Sul fronte delle finanze pubbliche, la Commissione europea è pessimista: prevede un deficit del 3,0% del Pil quest’anno e del 2,7% del Pil nel 2015 (in maggio le stime erano 2,6 e 2,2%).

Nonostante il dialogo tra Bruxelles e gli altri Paesi Membri (anche Francia e Germania hanno dovuto rivedere al ribasso le proprie stime di ripresa), l’U.E. è ferma nel negare le “circostanze eccezionali” che potrebbero giustificare una deroga ai patti. Non ci saranno, insomma, attenuanti per il nostro Stato. Il nuovo commissario agli affari monetari, Pierre Moscovici, ha precisato che il risanamento dei conti rimane “una necessità”. In ogni caso, bisognerà aspettare l’analisi approfondita della Finanziaria del 2015 per capire se Bruxelles chiederà nuove misure all’Italia.

La Commissione europea nota un aumento del debito italiano nel 2014 e nel 2015; un calo solo nel 2016 (sempre comunque al 132,7% del prodotto interno lordo). Insomma, sul nostro Paese pesa, per l’ennesima volta, la minaccia di una procedura di infrazione per squilibrio eccessivo tra PIL e indebitamento.

note

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI