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Rapporti con la Russia, anche Berlusconi sotto attacco

29 Luglio 2022 | Autore:
Rapporti con la Russia, anche Berlusconi sotto attacco

Prima Salvini, poi Berlusconi: così il Centrodestra finisce al centro delle accuse su rapporti poco chiari con rappresentanti del Cremlino.

Ieri, per Matteo Salvini è stata una giornata lunga e impegnativa: iniziata con l’accusa di aver avuto dei contatti con esponenti del Cremlino proprio poco prima che cadesse il Governo Draghi – i quali avrebbero chiesto alla Lega se avesse o meno intenzione di continuare a sostenere il premier –, è proseguita con attacchi alle dichiarazioni che lo stesso capo del Carroccio ha rilasciato nell’arco della mattinata proprio sulla notizia. Dichiarazioni con le quali Salvini ha confermato l’intento di ricostruire rapporti pacifici con Putin. Sulla questione si è subito scatenato un dibattito politico e mediatico, che ora ha centrato un nuovo bersaglio. Silvio Berlusconi è finito nell’occhio del ciclone perché, secondo Repubblica, avrebbe dichiarato di aver avuto rapporti con l’ambasciatore russo Razov nei giorni scorsi, che gli avrebbe spiegato che prima dello scoppio della guerra l’Ucraina era pronta ad attaccare la Russia, la quale avrebbe solo anticipato i tempi. Forza Italia, però, questa mattina, ha smentito le accuse facendo sapere che l’ex premier non ha mai avuto rapporti con Mosca e coi suoi delegati.

«Leggiamo con profondo stupore una fantasiosa ricostruzione del quotidiano ‘La Repubblica’, relativa alle ore precedenti alla caduta del governo Draghi. Stupisce che uno dei più grandi quotidiani italiani dia spazio a illazioni non soltanto infondate, ma che vanno nella direzione esattamente opposta rispetto alle nostre convinzioni e ai nostri comportamenti». È quanto si legge in una nota di Forza Italia.

«Innanzitutto, è sconcertante l’idea che un leader si faccia suggerire dall’ambasciatore di un paese straniero valutazioni di politica internazionale. Un leader della caratura internazionale di Silvio Berlusconi, quando desidera avere contatti con leader stranieri lo fa al massimo livello, cosa che con la Russia non avviene da molto tempo. Tutto questo farebbe addirittura sorridere, se non fossimo di fronte ad una delle peggiori tragedie del nostro tempo».

«La crisi Ucraina – prosegue la nota – ha portato guerra, morte e distruzioni alle soglie dell’Europa, come conseguenza di una guerra scatenata dalla Russia in violazione del diritto internazionale. La nostra posizione su questo è perfettamente allineata con quella del Governo Italiano, dell’Unione Europea e degli Stati Uniti. La solidarietà atlantica per noi è una cosa seria, è il cardine della nostra politica estera. Questo non ci impedisce di provare profondo dolore per le vittime e le distruzioni e di auspicare, come farebbe ogni persona ragionevole, che si trovi una strada diplomatica per far cessare questo massacro. Lo abbiamo detto e ripetuto in tante occasioni ufficiali e Forza Italia lo ha tradotto in concreto con gli atti legislativi e le risoluzioni votate in Parlamento. Forse sarebbe più utile raccontare questi, che sono fatti ben chiari e visibili, piuttosto che raccogliere pettegolezzi mal interpretati o addirittura inventati di sana pianta».

L’accusa a Berlusconi, sostenuta e rilanciata oggi su Facebook anche dal segretario di Più Europa e sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, è quella che «Silvio Berlusconi ha parlato con l’ambasciatore russo e ora chiede agli ucraini di accogliere le domande di Putin; sono parole pesanti come pietre e di gravità assoluta. Dopo Salvini, è Berlusconi a ricordarci che la destra ha idee ben precise sulla collocazione italiana nel mondo: amici di Putin ed Orban e dei loro modelli dittatoriali ed illiberali. Salvini e Berlusconi si mostrano indulgenti con Putin e i suoi missili che continuano a colpire i civili; noi invece sosteniamo la resistenza Ucraina che difende la democrazia e le aspirazioni europee di Kiev. O con Putin o con l’Ucraina e l’Ue: la destra – conclude Della Vedova – spieghi la scelta agli elettori e ai partner internazionali».



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