Diritto e Fisco | Articoli

Professionisti con ricavi fino 15mila euro: nuovi minimi IVA

5 novembre 2014


Professionisti con ricavi fino 15mila euro: nuovi minimi IVA

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 novembre 2014



Nuovo regime dei minimi per le partite Iva che guadagnano meno: fissate le tabelle con le soglie e coefficienti per tutti i lavoratori autonomi.

Arriva finalmente la riforma del regime dei minimi. Il nuovo testo è contenuto nella legge di stabilità 2015 che ridisegna la mappatura dei minimi per le partite Iva che guadagnano poco.

Soglie e coefficienti

Tra le novità fiscali più attese dai lavoratori autonomi c’è la riforma del regime dei minimi prevista dalla legge di Stabilità (ex Finanziaria) che andrà a sostituire gradualmente l’attuale regime agevolato per le partite Iva. Le nuove disposizioni prevedono una imposta sostitutiva al 5 per cento fino ai 30 mila euro, per cinque anni oppure non oltre i 35 anni di età.

Vale la pena approfondire l’argomento grazie all’ufficio studi di Cgia, la confederazione artigiana di Mestre, tenendo presente che il testo potrà ben essere modificato durante il dibattito parlamentare.

Chi ora si trova in regime dei minimi 2014, potrà decidere se continuare a starci fino al compimento dei 35 anni (o fino allo scadere dei 5 anni) o aderire alle nuove regole. Chi, invece, aprirà una nuova partita Iva, potrà decidere se aderire al nuovo regime, o a quelli ordinari (ordinario o semplificato). L’imposta sostitutiva triplica, salendo al 15 per cento ma sostituisce Irpef, Irap. Chiave interpretativa e addizionali (regionale e comunale).

Ad ogni categoria è attribuito un tetto massimo di ricavo oltre il quale non è possibile aderire al nuovo regime agevolato. Il reddito è determinato in maniera forfettaria moltiplicando i ricavi per appositi coefficienti relativi all’attività esercitata. Per i professionisti la soglia dei ricavi è 15mila euro e il coefficiente 0,78. Moltiplicando il risultato ottenuto per l’aliquota del 15 per cento, si ottiene la cifra da versare. Se l’attività è nuova, ovvero aperta da meno di tre anni, il reddito a cui applicare l’aliquota si riduce di un terzo.

SOGLIE E COEFFICIENTI (fonte Cgia Mestre)

Professionisti. Ricavi: 15mila euro; coefficiente: 0,78

Artigiani e imprese. Ricavi: 20mila euro; coefficiente 0,67

Commercianti (ingrosso e dettaglio). Ricavi 40mila euro; coefficiente 0,40

Ambulanti di alimentari e bevande. Ricavi 30mila euro; coefficiente 0,40

Ambulanti di altri prodotti. Ricavi 20mila euro; coefficiente 0,54

Alberghi e ristoratori. Ricavi 40mila euro; coefficiente 0,40

Nel nuovo regime non è più previsto il limite temporale dei 5 anni o dei 35 anni di età.

Per approfondimenti:

Regime dei minimi: l’imposta passa dal 5 al 15%

Regime minimi: le nuove regole

 

Partite IVA: in arrivo regime agevolato e forfait per chi guadagna poco

 

Nuovi minimi: professionisti svantaggiati

 

Riforma dei minimi: aumentano i beneficiari ma anche l’imposta

Chi sono i destinatari?

Persone fisiche esercenti attività d’impresa (incluse le imprese familiari), arti o professioni, non in forma associata.

Sono escluse dalla nuova disciplina le società di qualsiasi tipo e le associazioni fra artisti e professionisti. Per essere ammessi al nuovo regime forfetario occorre soddisfare alcuni requisiti individuati puntualmente dalla norma; tali condizioni di accesso – di seguito indicate – sono in sostanza finalizzate a individuare soggetti privi di struttura significativa a cui è riservato il nuovo istituto e per i quali, peraltro, il nuovo regime opera come “naturale”, nel senso che i soggetti in possesso dei requisiti prescritti dalla norma non sono tenuti ad esercitare alcuna opzione per l’ingresso nello stesso.

Condizioni per accedere

L’ingresso nel regime forfetario è riconosciuto a quanti abbiano sostenuto, nel corso del precedente periodo d’imposta:

a) spese complessive per lavoratori dipendenti, parasubordinati e associati in partecipazioni con solo apporto di lavoro, non superiori a 5.000 euro lordi;

b) spese per stock di beni strumentali di ammontare complessivo non superiore a 20.000 euro.

Il contribuente dovrà tenere conto anche dei compensi corrisposti per il lavoro prestato e l’opera svolta dall’imprenditore stesso, dal coniuge o dai figli minorenni di età o inabili al lavoro. Il computo non comprende, invece, i compensi corrisposti in via occasionale per attività commerciali o professionali non esercitate abitualmente. Per i beni di proprietà va considerato il costo storico di acquisto; i beni strumentali usati in modo promiscuo si calcolano al 50%.

Chi è escluso?

a) soggetti che si avvalgono di regimi speciali Iva;

b) soggetti che si avvalgono di regimi forfetari di determinazione del reddito;

c) soggetti non residenti ad eccezione di quelli residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea e in Norvegia e Islanda;

d) soggetti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili;

e) soggetti che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone o associazioni o a società a responsabilità limitata trasparenti.

Tutte le cause di esclusione vanno accertate al momento di applicazione del regime e non nell’anno antecedente all’ingresso nel medesimo.

Quali sono i nuovi obblighi IVA?

Per quanto riguarda le semplificazioni ai fini Iva, i contribuenti che decidono di applicare il regime forfetario saranno considerati alla stregua dei consumatori finali restando incisi dal tributo eventualmente loro addebitato. I soggetti in regime forfetario devono, invece, assolvere l’Iva su questi tipi di operazioni:

a) prestazioni di servizi ex articolo 7-ter del Dpr 633/1972, ricevute da soggetti non residenti;

b) acquisti intracomunitari effettuati dai soggetti che, nell’anno precedente, hanno superato la soglia di 10.000 euro;

c) operazioni per le quali risultano debitori dell’imposta (esempio reverse charge).

Quali sono le semplificazioni?

Il contribuente che ha le condizioni previste per il regime forfetario opererà come tale e, quindi, si comporterà come naturale destinatario della norma, senza dover effettuare specifiche comunicazioni all’agenzia delle Entrate, salvo che per l’inizio attività, ed a tal fine deve barrare l’apposita casella nel quadro B del modello AA9/9.

Sono, quindi, esentati dagli adempimenti dichiarativi ai fini Irap e sono esclusi dagli accertamenti con gli studi di settore, ma restano invece controllabili con il redditometro. L’obbligo informativo va assolto con la compilazione del modello Unico.

Come si determina il reddito imponibile?

Si determina in via forfettaria, applicando ai ricavi e compensi percepiti nel corso del periodi di imposta un coefficiente di redditività diverso a seconda del tipo di attività.

Una volta determinato il reddito, esso viene assoggettato a un’imposta sostitutiva dell’irpef, delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta reginale sulle attività produttive pari al 15%.

note

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI