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Lo sai che? Ultimissime in materia di benefici combattentistici

Lo sai che? Pubblicato il 5 novembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 novembre 2014

Se un militare che ha svolto missioni all’estero per conto dell’Onu ritiene di avere diritto all’equiparazione del servizio alla rischiosa prestazione in occasione di guerra, non dovrà limitarsi ad una richiesta stragiudiziale ma dovrà citare in giudizio l’Amministrazione di appartenenza.

In Italia sono ormai alcune migliaia i servitori dello Stato che si vedono negato il riconoscimento spontaneo, tramite l’attribuzione dei benefici combattentistici, del lavoro svolto in missione.

Riconoscere i benefici significa avere un’accelerazione verso la pensione: infatti per ogni tre mesi di servizio in missione estera si ha diritto al riconoscimento di un anno di servizio senza integrazione di contributi.

Se grande è l’attenzione e l’interesse di molti militari verso la questione, bisogna osservare che oggi non è semplice conseguire questo risultato, in quanto si devono superare alcuni ostacoli che derivano da sentenze contrastanti.

 

Con una decisione tanto repentina quanto discutibile, il Consiglio di Stato [1] si è occupato pochi giorni fa della questione, osservando che non si possono paragonare gli attuali servizi in missione estera a quelli svolti nel periodo di guerra dal 1940 al 1945. Una sentenza che si è posta in netto contrasto con una precedente e chiara analisi svolta invece della Corte dei Conti [2], la quale ha stabilito semplicemente che questi benefici devono essere estesi a tutti i partecipanti alle missioni e non serve alcuna norma che equipari il servizio attuale a quello svolto nel periodo bellico.

Pertanto, visti i contrasti, chi ritiene di aver maturato tale diritto deve proporre un ricorso, ovviamente se è in possesso di tutti i requisiti per potersi avvantaggiare dei benefici combattentistici.

Si può notare come, per effetto delle diverse pronunce, la vicenda si è un po’ distorta e complicata, pur rimanendo sempre aperta la possibilità di andare in giudizio.

di FRANCESCO PANDOLFI

note

[1] C. Stato, sent. n. 5172/2014 del 21.10.2014.

[2] C. Conti, sent. n. 845/2013 del 16.10.2013.

Bisogna ottenere la variazione matricolare sul proprio stato di servizio in modo che indichi la missione svolta per conto dell’Onu, fare richiesta scritta al proprio Ente di appartenenza di applicazione dei benefici combattentistici, notificare il ricorso dopo aver ricevuto il rigetto dell’istanza.


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