Cronaca | News

Perché a Taiwan la situazione è sempre più tesa

2 Agosto 2022 | Autore:
Perché a Taiwan la situazione è sempre più tesa

Dopo la conferma – non ufficiale – dell’arrivo di Nancy Pelosi a Taiwan nelle prossime ore, la Cina ha inviato numerosi caccia a sorvolare l’isola.

Alla fine Nancy Pelosi pare non si sia fatta convincere ad abbandonare l’idea di far visita a Taiwan durante il suo viaggio in Oriente. Non l’hanno fermata le minacce della Cina, gli scongiuri del suo Paese, le richieste della Casa Bianca, né la tensione creatasi dopo il suo annuncio. La speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, secondo il quotidiano dell’isola Liberty Times, sembra andar dritta per la sua strada, atterrando oggi a Taiwan alle 22.20 ora locale, le 16.20 in Italia. Una tappa veloce ma obbligata (secondo Pelosi) che dovrebbe ripartire già domani a metà giornata.

La conferma non ufficiale della visita della speaker è una notizia che, com’era stato annunciato, ha portato un’immediata risposta da parte della Cina, che per il momento fa sentire la propria minacciosa presenza tramite l’invio di jet attorno all’isola. Questa mattina, infatti, sono diversi i caccia cinesi nei pressi della linea mediana di demarcazione nello Stretto di Taiwan. Lo ha riferito un funzionario di Taiwan, come riporta il Financial Times, evidenziando come la Cina stia intensificando l’attività militare intorno all’isola – nel mezzo delle notizie secondo cui in giornata a Taipei potrebbe arrivare la speaker della Camera dei rappresentanti Usa, Nancy Pelosi – e come le unità militari del Comando del teatro meridionale dell’Esercito popolare di liberazione siano in stato di massima allerta secondo valutazioni di ufficiali militari di due Paesi vicini.

La Cina ha anche annunciato un’altra serie di giochi di guerra nel Mar cinese meridionale che andranno avanti fino a sabato notte. Dal Fujian, la provincia cinese più vicina a Taiwan, da cambiamenti e cancellazioni dei voli interni arrivano indizi sul fatto che lo spazio aereo potrebbe essere ‘riservato’ a movimenti militari.

E non solo: nelle scorse ore è arrivato lo stop temporaneo della Cina alle importazioni di prodotti di diverse aziende alimentari di Taiwan. Lo fa sapere il Consiglio dell’Agricoltura (Coa) di Taiwan, secondo quanto riporta l’agenzia Cna che scrive di una mossa letta come rappresaglia. In una nota il Coa precisa di aver appreso ieri della sospensione e di essere al lavoro per valutare per quante aziende ci siano ripercussioni. Per ora viene confermato che nella lista nera ci sono produttori di foglie di tea, frutta secca, miele, verdure e prodotti provenienti da circa 700 pescherecci. Secondo il Coa, la motivazione ufficiale sarebbe collegata al rispetto, da parte delle aziende, di norme sulle importazioni introdotte nell’aprile dello scorso anno dalle autorità cinesi.

Per un funzionario di Taiwan, la tensione è massima nel Comando del teatro meridionale, quello responsabile dell’area da cui potrebbe passare la Pelosi in viaggio dalla Malaysia verso Taipei. Mentre negli ultimi dieci giorni si sono intensificati i pattugliamenti della Marina cinese nelle acque al largo della costa orientale di Taiwan.

Dal canto suo Taiwan accoglie calorosamente ogni ospite straniero. Parola del premier dell’isola, Su Tseng-chang. Allo stesso modo, il ministero della Difesa di Taiwan assicura «determinazione, abilità e fiducia» nel garantire la sicurezza nazionale dell’isola. Una dichiarazione, quella del ministero della Difesa di Taipei, che arriva nel mezzo di un crescendo di tensioni con la Cina, che considera l’isola una «provincia ribelle da riunificare».

La visita di Pelosi, che non è mai stata ufficializzata, non è neanche stata apprezzata dalla Casa Bianca, che fin da subito si era detta contraria al viaggio della speaker della Camera, e che ieri in serata ha dichiarato che Nancy Pelosi «non ha confermato con noi nessun programma, non deve farlo, come Speaker prende le sue decisioni, è suo diritto visitare Taiwan, altri Speaker lo hanno fatto». Così il portavoce del Consiglio di Sicurezza della Casa Bianca, John Kirby, che «questa possibile visita, che ha precedenti non cambierà lo status quo e la politica degli Usa sull’unica Cina» sottolineando che questo è stato ribadito a Pechino, anche nella telefonata tra Joe Biden e Xi Jinping.

«Le nostre azioni non sono minacciose», ha ribadito affermando che «non c’è nessuna ragione per cui Pechino possa usare questa possibile visita come pretesto per condurre azioni di escalation» e a questo proposito ha aggiunto che gli Stati Uniti «non si faranno intimidire».

«Se lei va non è senza precedenti», riferendosi alla visita di Newt Gingrich del 1997, ha ripetuto più volte Kirby, che non ha voluto confermare se effettivamente Pelosi andrà a Taiwan. «Non c’è nessuna ragione per cui questo provochi un’escalation», ha ripetuto Kirby riferendosi all’eventuale visita di Pelosi a Taiwan, sottolineando che invece «ci sono tutte le ragioni, considerato il nostro interesse nazionale, quello dei nostri alleati e partner che è ogni giorno in gioco nella regione, per evitare un’escalation».

«Per dirla semplicemente non c’è ragione per cui Pechino trasformi una possibile visita, coerente con la politica da tempo adottata dagli Usa, in una sorta di crisi o la usi come pretesto per aumentare le sue attività militari nello stretto o intorno allo stretto di Taiwan – ha aggiunto il portavoce, notando che la Cina – sembra si stia posizionando per adottare altri passi nei prossimi giorni, o in un periodo più lungo».

Passi che potrebbero «comprendere provocazioni militari, come il lancio di missili nello stretto di Taiwan», ha concluso Kirby.



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