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Così il Movimento 5 Stelle recluta nuovi politici

2 Agosto 2022 | Autore:
Così il Movimento 5 Stelle recluta nuovi politici

Al via le «parlamentarie» del M5S, che consentono a chiunque di candidarsi online per diventare senatore o deputato.

In queste ore c’è fermento tra le fila del Movimento 5 Stelle, che si appresta ad aprire le porte ai nuovi candidati per le prossime politiche, ora che i maggiori big sono stati esclusi a causa della mancata revoca alla regola ferrea del doppio mandato. Una scelta che garantisce coerenza ma che lascia sprovvisto il partito grillino dei volti più noti della sua lotta, dal presidente della camera dei Deputati Roberto Fico all’ex sindaca di Roma Virginia Raggi, e che ora si vede nuovamente «costretto» a una nuova chiamata alle armi. Un’adunata tutta in stile pentastellata: online, con candidati da tutta Italia e di ogni classe sociale, esperienza e competenza. E come per un comune colloquio di lavoro, basterà inoltrare i documenti richiesti per essere richiamato.

Così iniziano a prendere forma le «parlamentarie» del M5S, ovvero la selezione dei candidati dal basso con voto diretto online. Sul sito del Movimento è stato infatti pubblicato l’elenco dei documenti necessari per aspiranti deputati e senatori grillini, mentre si attendono le regole delle candidature, con le incognite sull’eventuale deroga al principio di territorialità, ossia la possibilità di candidarsi solo nella Regione di residenza, e sulla scelta dei capilista da parte del leader Giuseppe Conte.

«Cari amici – si legge nel post – le scadenze elettorali per le elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica del 25 settembre incombono. A brevissimo saranno resi noti tempi, modalità e requisiti per la presentazione delle proposte di autocandidatura da parte degli iscritti. Nel frattempo, chi fosse interessato a proporre la propria autocandidatura può iniziare a preparare i seguenti documenti:

  • il certificato penale del casellario giudiziale ex art. 24 T.U. (non sono validi i certificati rilasciati con riferimento ad altri articoli del T.U.), rilasciato non oltre 90 gg antecedente la data delle votazioni, quindi in data successiva al 26 giugno 2022;
  • il certificato dei carichi pendenti ex art. 27 T.U. rilasciato non oltre 6 mesi antecedenti la data delle votazioni, quindi in data successiva al 26 marzo 2022;
  • il curriculum vitae datato e firmato, privo dei dati sensibili (quali residenza, recapiti telefonici, e-mail); copia del documento di identità».

Ma dopo la linea dura assunta dal Movimento sul tetto dei due mandati, sembrano ora aprirsi spiragli nella trattativa tra Beppe Grillo, Giuseppe Conte e il comitato di garanzia sulle regole per le candidature, che potrebbero essere più blande rispetto al passato.

Si va verso un allargamento delle maglie, dopo giorni in cui il garante voleva tenere intatte le vecchie regole. E invece pare che Grillo nelle ultime ore ci abbia ripensato e sia pronto a cedere sia sui capilista -lasciando a Conte voce in capitolo- sia sul principio di territorialità, vale a dire la vecchia regola grillina per cui ci si candida nelle file del Movimento solo nella propria regione di residenza. Il ‘vincolo di residenza’ dovrebbe essere superato, con il ‘lasciapassare’ del garante.

Disco verde di Grillo, salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, anche alla possibilità per Conte di indicare i nomi da mettere ai primi posti nei listini proporzionali, con un occhio attento alle cosiddette quote rosa. Le parlamentarie si faranno -i tempi sono strettissimi ma è lo stesso Statuto del M5S a prevederle- ma si sta virando verso il sistema misto chiesto a gran voce dall’ex premier. Bocche cucite al momento sulle pluricandidature, ovvero sulla possibilità di candidare uno stesso nome in più collegi: il divieto è un’altra vecchia regola aurea voluta da Grillo e Casaleggio per contrastare il ‘sistema’ che, in queste ore, è in discussione.

Dopo l’altolà del garante alla regola dei due mandati, Grillo sembra dunque al momento più morbido sulle altre richieste, complice la necessità di salvaguardare i pochi big rimasti in corsa e che rischierebbero di saltare a causa del principio di territorialità: Chiara Appendino e Stefano Patuanelli, due nomi su tutti.

Masticano amaro però i big rimasti nelle file del M5S ma caduti sulla mancata deroga dei due mandati. Le chat sono roventi, mentre gli occhi sono puntati sulle regole in arrivo e i cellulari dei membri del comitato di garanzia -Roberto Fico, Laura Bottici e Virginia Raggi- presi d’assalto da chi attende di sapere come va a finire.



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