Diritto e Fisco | Articoli

Cinture di sicurezza: reato usare falsi certificati

6 novembre 2014


Cinture di sicurezza: reato usare falsi certificati

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 novembre 2014



Il certificato medico con cui si attesta la patologia all’uso della cintura deve essere sempre “reale”.

 

Automobilisti: si chiama “uso di atto falso” ed è un delitto previsto dal nostro codice penale. Ma che c’entra questo con chi guida? Secondo la Corte d’Appello di Campobasso [1], commette tale reato chi, per ottenere l’annullamento della sanzione amministrativa per guida senza cintura di sicurezza utilizza un certificato apparentemente rilasciato da un medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale e attestante una patologia per la quale avrebbe avuto diritto all’esenzione della cintura.

Il reato è perseguibile senza che ci sia bisogno di una querela di parte, ma si può procedere d’ufficio, visto che il certificato medico, nella sua parte ricognitiva, è considerato un atto pubblico.

Insomma, per voler essere così ostinati ad assumere un’abitudine tanto fondamentale per la sicurezza si rischia, non solo la multa salata, ma anche un processo penale. Contraddizioni di chi forse non conosce bene la legge e a cosa va incontro se tenta di evitarla…

note

[1] C. App. Campobasso sent. n. 185/2014.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI