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Trovato l’accordo al centrosinistra: chi c’è e chi non c’è

2 Agosto 2022 | Autore:
Trovato l’accordo al centrosinistra: chi c’è e chi non c’è

Un accordo di Centrosinistra da oggi ufficialmente esiste: questa mattina Pd, + Europa e Azione hanno sottoscritto il patto di alleanza.

Dopo giorni che sono parsi lunghissimi, tra trattative, ultimatum e mezzi veti, oggi finalmente il Centrosinistra ha trovato un accordo. Partito Democratico, Azione e + Europa correranno ufficialmente insieme per le prossime elezioni politiche del 25 settembre avendo come obiettivo quello di sconfiggere la destra capitanata – ufficiosamente – da Giorgia Meloni, restando fedeli all’impronta lasciata dal Governo Draghi.

Nell’incontro tenuti oggi alla Camera tra Enrico Letta, Carlo Calenda e Benedetto Della Vedova, i tre hanno messo a punto gli ultimi elementi necessari a sottoscrivere l’accordo che li terrà uniti durante questa campagna elettorale. Sulla leadership la decisione è tutta da prendere, e verrà decisa insieme più avanti, ma i punti cardine del patto sono condivisi, anche se ciascun partito avrà il proprio programma.

PD e Azione/+ Europa si impegnano a promuovere, nell’ambito della rispettiva autonomia programmatica, l’interesse nazionale nel quadro di un solido ancoraggio all’Europa e nel rispetto degli impegni internazionali dell’Italia e del sistema di alleanze così come venutosi a determinare a partire dal secondo dopoguerra. In questa cornice le parti riconoscono l’importanza di proseguire nelle linee guida di politica estera e di difesa del governo Draghi con riferimento in particolare alla crisi ucraina e al contrasto al regime di Putin.  I partiti che hanno causato la sua caduta si sono assunti una grave responsabilità dinanzi al Paese e all’Europa: questo uno dei primi principi enunciati dal patto elettorale siglato da Letta, Calenda e Della Vedova.

Per quanto riguarda le riforme da completare e/o emendare dopo l’interruzione traumatica del governo, PD e Azione/+Europa concordano sulla necessità di:

  • realizzare integralmente il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nel rispetto del cronoprogramma convenuto con l’Unione europea;
  • improntare le politiche di bilancio alla responsabilità e le politiche fiscali alla progressività, promuovendo al contempo una riforma del Patto di Stabilità e Crescita dell’Unione Europea che non segni un ritorno alla stagione dell’austerità;
  • non aumentare il carico fiscale complessivo;
  • correggere lo strumento del Reddito di Cittadinanza e il “Bonus 110%” in linea con gli intendimenti tracciati dal governo Draghi;
  • dare assoluta priorità all’approvazione delle leggi in materia di Diritti civili e Ius scholae.

«Le prossime elezioni sono una scelta di campo tra un’Italia tra i grandi Paesi europei e un’Italia alleata con Orban e Putin. Sono uno spartiacque che determinerà la storia prossima del nostro Paese e dell’Europa. Partito Democratico e Azione/+Europa siglano questo patto perché considerano un dovere costruire una proposta vincente di Governo» si legge nel patto elettorale. «Le parti si impegnano a non candidare personalità che possano risultare divisive per i rispettivi elettorati nei collegi uninominali, per aumentare le possibilità di vittoria dell’alleanza. Conseguentemente, nei collegi uninominali non saranno candidati i leader delle forze politiche che costituiranno l’alleanza, gli ex parlamentari del M5S (usciti nell’ultima legislatura), gli ex parlamentari di Forza Italia (usciti nell’ultima legislatura)».

«La totalità dei candidati nei collegi uninominali della coalizione verrà suddivisa tra Democratici e Progressisti e Azione/+Europa nella misura del 70% (Partito Democratico) e 30% (+Europa/Azione), scomputando dal totale dei collegi quelli che verranno attribuiti alle altre liste dell’alleanza elettorale. Questo rapporto verrà applicato alle diverse fasce di collegi che verranno indentificati di comune intesa».

Per quanto riguarda le conseguenze del mutato scenario internazionale in ambito energetico, PD e Azione/+Europa si impegnano a mettere in campo le politiche pubbliche più idonee per garantire l’autonomia del Paese attraverso un’intensificazione degli investimenti in energie rinnovabili, il rafforzamento della diversificazione degli approvvigionamenti per ridurre la dipendenza dal gas russo, la realizzazione di impianti di rigassificazione nel quadro di una strategia nazionale di transizione ecologica virtuosa e sostenibile. In ambito economico e sociale, le parti s’impegnano a contrastare le disuguaglianze e i costi della crisi su salari e pensioni, convenendo di realizzare il salario minimo nel quadro della direttiva UE e una riduzione consistente del cuneo fiscale a tutela in particolare dei lavoratori.

Le parti si sono inoltre impegnate a chiedere che il tempo di parola attribuito alla coalizione nelle trasmissioni televisive sia ripartito nelle stesse percentuali applicate ai collegi. Le liste del Partito Democratico e di Azione/+Europa parteciperanno alla campagna elettorale guidate da Enrico Letta, frontrunner per i democratici e progressisti, e Carlo Calenda, frontrunner per Azione/+Europa e liberali.

«Annunciamo che a seguito di un incontro con le delegazioni dei due partiti abbiamo siglato una intesa, che riteniamo molto importante, un patto elettorale, all’interno di un accordo più largo con altre componenti a nostro avviso fondamentali per essere vincenti nei confronti della destra». Così Enrico Letta in conferenza stampa. «Chi farà il premier lo decideremo insieme» ha poi dichiarato Carlo Calenda, che si è detto pienamente e totalmente soddisfatto del testo sottoscritto, pronto a cominciare una nuova partita.

Sulla possibilità che Italia viva col leader Matteo Renzi possano saltare sulla nave prima che salpi, il capo di Azione non pone limiti: « Le porte sono aperte a tutti per discutere. Io ci ho pensato molto. È del tutto evidente che la rottura in questa fase paga quasi sempre dal punto di vista dei numeri (che porterebbero Italia Viva ad avere una bassa rappresentanza se si unisce alla coalizione), ma non si fa politica per i numeri, si fa per fare qualcosa di buono per il Paese. Non credo che nessuno abbia mai messo veti dal punto di vista coalizione».

«Abbiamo sempre detto che eravamo pronti a una discussione con il Pd, non abbiamo mai posto veti» ha detto il segretario di +Europa Benedetto Della Vedova. «Abbiamo anche sempre detto – ha aggiunto – che la possibilità di costruire un patto elettorale, quello a cui abbiamo dato vita oggi, con il Pd, dovesse viaggiare su due elementi: da una parte la definizione di alcuni punti programmatici comuni. Non abbiamo un programma comune, ma ci sono alcuni elementi, il Pnrr, l’agenda Draghi anche sull’energia, che devono essere punti comuni. Dall’altra parte, dei criteri per la definizione della parte che ci unirà, cioè l’elenco dei candidati agli uninominali».

«Non si vince contro qualcuno – ha spiegato ancora Della Vedova – ma ci si mette assieme per vincere secondo i propri valori e i propri progetti. Abbiamo fatto una scelta molto netta, di fare una campagna elettorale in cui ognuno giocherà la sua partita, ma convergendo sui collegi uninominali, che è l’essenza di questa legge elettorale».



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