Local Tax: come funziona la nuova imposta sulla casa

6 novembre 2014


Local Tax: come funziona la nuova imposta sulla casa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 novembre 2014



Al posto della TASI una nuova imposta che cancella l’addizionale comunale all’Irpef: ma non è tutto oro quello che luccica.

Sostituzione in campo: esce la TASI, entra la Local Tax.

La legge di stabilità prepara l’avvicendamento dell’imposta sulla casa, la tanto odiata tassa che, pur di non farsi riconoscere, ha assunto nel tempo nomi e maschere diverse. Dall’ICI, all’IMU, dalla IUC alla TASI, e ora Local Tax. Comunque la vogliate chiamare, è sempre là, presente, sopra il tetto di ogni immobile, pronta a tassare l’acquirente. Perché chi ha un immobile di proprietà (la maggior parte degli italiani) ha anche una capacità contributiva e, quindi, deve versare l’obolo al fisco.

Ma la novità è che la Local Tax, per come è disegnata (al momento) non conterrà la cosiddetta addizionale comunale all’Irpef, ossia la sorella minore dell’imposta sui redditi, che oggi va a finire ai Comuni (e da questi ultimi usata sino per compensare i continui tagli ai loro bilanci imposti dallo Stato). Al posto dell’addizionale, gli enti locali si “manterranno” con la restituzione dell’Imu su capannoni, alberghi e centri commerciali (ossia i fabbricati di categoria D), oggi pagata allo Stato e che, quindi, solo a quest’ultimo va a finire.

Che bello!” direte voi contribuenti. “Finalmente si paga di meno per la casa”. Macché! nessuna illusione. Quella che oggi pagate come “addizionale comunale Irpef”, invece di andare ai Comuni, finirà nelle casse dello Stato. Insomma, solo un cambio di destinazione del denaro, ma nessuna riduzione della pressione fiscale. I 4 miliardi dell’addizionale verranno quindi recuperati nella tassazione nazionale, ossia nell’Irpef ordinario.

Come funziona la Local Tax? Per l’abitazione principale, nei fatti, la local tax potrebbe tradursi in un ritorno all’Imu. Si parla di ritorno a un’aliquota standard, ma più elevata cui, però, dovrebbe fare da contraltare una detrazione fissa. E allora veniamo subito al capitolo più atteso. Le detrazioni fisse, appunto,che la Tasi aveva cancellato in un colpo solo, finendo per pesare di più sulle case di valore medio-basso (complicando peraltro enormemente i conti a causa delle infinite variabili introdotte a livello locale): problema questo che la Local Tax dovrebbe superare concedendo una detrazione di 200 euro.

La presenza della detrazione fissa da 200 euro farà sì che la Local Tax non sarà pagata dai proprietari di case di valore medio-basso che in passato non aveva mai versato né Ici né Imu e quest’anno invece devono spesso fare i conti con la Tasi.

Ma quando si parla di imposte sulle casa è sempre bene fare i “San Tommaso”.

L’obiettivo del governo è di accorpare in un’unica tassa immobiliare (la Local Tax, appunto) una serie di gettiti che valgono intorno ai 30 miliardi di euro e che comprendono Imu, Tasi e una serie di tributi minori (a partire dall’occupazione di suolo pubblico, una delle voci che sarebbe dovuta confluire nell’Imu secondaria prevista fin dal 2011 ma mai attuata). Rimane fuori, invece, la Tari, il tributo sui rifiuti, che va correlata alla quantità di rifiuti prodotti e deve essere versata anche dagli inquilini.

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Autore immagine: 123rf com

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