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Cos’è il reato di devastazione?

5 Agosto 2022 | Autore:
Cos’è il reato di devastazione?

Danneggiamento e devastazione: qual è la differenza? Cosa succede se si distruggono più auto parcheggiate in luogo pubblico?

Danneggiare un bene altrui non è necessariamente un reato. Secondo la legge, infatti, scatta il penale solamente se il fatto è realizzato con violenza o minaccia alla persona, oppure se è commesso su oggetti particolari, come ad esempio su immobili pubblici oppure su beni esposti al pubblico, come ad esempio le auto parcheggiate lungo la via. Quando però il danneggiamento è “in grande stile”, allora può scattare il reato di devastazione.

Come vedremo nel prosieguo, una recente sentenza della Cassazione ha ben individuato le differenze tra danneggiamento e devastazione con riferimento alla distruzione indiscriminata di circa una sessantina di autovetture parcheggiate in strada. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è il reato di devastazione.

Devastazione: in cosa consiste?

Per “devastazione” la giurisprudenza intende il danneggiamento indiscriminato e particolarmente vasto di una notevole quantità di cose mobili o immobili.

In altre parole, si ha devastazione solo se il danneggiamento è caratterizzato da tale incontrollata e vasta distruzione di cose da doversi ritenere che il pregiudizio arrecato ecceda gli interessi individuali dei proprietari delle singole cose per estendersi a quelli della collettività.

Insomma: la devastazione è il danneggiamento che mette in pericolo l’ordine pubblico, cioè la tranquillità e la sicurezza materiale di tutti i cittadini.

Si pensi ad esempio a chi, trovandosi su un’altura, cominci a lanciare sassi su tutte le auto che si trovano ferme in un parcheggio, oppure a chi faccia esplodere una bomba in un quartiere residenziale, distruggendo numerose abitazioni.

Reato di devastazione: com’è punito?

Il reato di devastazione è punito con la reclusione da otto a quindici anni. La pena è aumentata se il fatto è commesso nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico ovvero quando l’obiettivo del danneggiamento su larga scala sono armi, munizioni o viveri [1].

Si pensi al corteo che, sceso in piazza per protestare contro l’aumento delle tasse, finisca poi per rompere vetrine dei negozi e auto parcheggiate in strada.

La pena è aumentata anche nel caso in cui si faccia esplodere un supermercato (negozio dove ci sono viveri) o un deposito di armi.

Reato di devastazione: quanto gravi devono essere i danni?

La devastazione fa pensare a una condotta dalla quale derivino ingenti danni. In realtà, se questo è il caso più comune, non è detto per forza che ciò debba accadere: secondo la Cassazione, infatti, ciò che conta non è la gravità del danno in concreto prodotto, ma il pericolo che si è creato per l’ordine pubblico [2].

Di conseguenza, l’esplosione di una bomba configura praticamente sempre il reato di devastazione, anche se i danni causati sono esigui (ad esempio perché l’ordigno era malfunzionante o non era stato collocato bene).

Devastazione e danneggiamento: qual è la differenza?

La devastazione consiste in un danneggiamento su vasta scala, che ha ad oggetto una pluralità indeterminata di beni, sia mobili che immobili. È il caso dell’ordigno esplosivo fatto detonare in centro città.

Il danneggiamento, al contrario, consiste nell’arrecare pregiudizio a uno o più beni specificamente individuati dal reo. Si pensi al vandalo che decide di distruggere l’auto di una persona con cui è in lite.

Il reato di danneggiamento, proprio perché circoscritto, non desta allarme tra i consociati, nel senso che non mette in pericolo l’ordine pubblico; al contrario della devastazione, che è invece un danneggiamento incontrollato, in grado potenzialmente di colpire chiunque.

Quindi: mentre il danneggiamento offende solamente il patrimonio delle vittime, la devastazione è in grado di mettere in pericolo la collettività intera (oltre che arrecare un potenziale, grave danno economico).

Ecco perché le pene tra i due reati sono così diverse:

  • la devastazione, come visto, è punita con la reclusione da otto a quindici anni, salvo il ricorrere di circostanze aggravanti;
  • il danneggiamento, al contrario, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni (salvo, anche in questa ipotesi, il ricorrere di aggravanti) [3].

Danneggiamento di più auto: che reato è?

Alla luce di quanto detto sinora, che reato si configura se una persona decide di danneggiare indiscriminatamente una pluralità di veicoli parcheggiati in strada, ad esempio usando un bastone oppure sparando contro di essi con una pistola ad aria compressa?

A questo quesito ha recentemente fornito risposta la Suprema Corte di Cassazione [4], secondo cui danneggiare indiscriminatamente una serie di autovetture «integra devastazione, perché determina un pregiudizio non solo al patrimonio di uno o più soggetti, ma anche, un’offesa e un pericolo concreti dell’ordine pubblico, inteso come buon assetto o regolare andamento del vivere civile, cui corrispondono, nella collettività, l’opinione e in senso della tranquillità e della sicurezza».

La sentenza da ultimo citata precisa come, per aversi devastazione, non esista un numero minimo di beni da danneggiare, «essendo necessario soltanto che si tratti di un danneggiamento indiscriminato (sono state prese a caso le autovetture in sosta sulla pubblica via), vasto (l’evento di danno non è localizzato in pochi metri quadri, ma copre diverse strade del centro cittadino) e profondo (la rottura dei vetri delle auto, quindi un danno tangibile, immediatamente avvertibile da chiunque come tale)».

A fronte dell’obiezione per cui al momento del danneggiamento delle autovetture non vi fosse nessuno in strada per via dell’ora tarda, la Cassazione ha replicato asserendo che tale circostanza è irrilevante ai fini della configurazione del delitto di devastazione.

Nello specifico, hanno stabilito i Supremi giudici che, ai fini della devastazione, è irrilevante:

  • «che l’evento sia avvenuto di notte (perché le tracce che lasciava erano destinate ad essere notare anche la mattina successiva)»;
  • «che nelle autovetture colpite non vi fosse alcuna persona (perché alla struttura del reato di devastazione è estranea l’aggressione fisica)»;
  • «che durante la scorreria soltanto una persona si sia affacciata dalle abitazioni situate nelle strade in cui è stato commesso il crimine (perché, al di là del fatto che la compromissione di quel senso della tranquillità e della sicurezza in cui si sostanzia l’ordine pubblico si è comunque verificata la mattina successiva alla constatazione del vasto ed indiscriminato danneggiamento, le chiamate alle linee di emergenza furono diverse, e l’essersi affacciata solo una persona può essere spiegabile anche con il senso di paura trasmesso da quei colpi di pistola sparati nel corso della notte)».

La devastazione consiste in un danneggiamento su vasta scala, che ha ad oggetto una pluralità indeterminata di beni, sia mobili che immobili. È il caso dell’ordigno esplosivo fatto detonare in centro città.

note

[1] Art. 419 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 11912/2019.

[3] Art. 635 cod. pen.

[4] Cass., sent. n. 30221 del 29 luglio 2022.

Autore immagine: depositphotos.com


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