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Lo sai che? Se l’avvocato ti chiede un pagamento o un anticipo: come comportarsi

Lo sai che? Pubblicato il 6 novembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 novembre 2014

Parcelle, onorari, compensi: comunque li volete chiamare impongono al professionista una serrata serie di obblighi deontologici.

Se ti dico avvocato, tu a cosa pensi?” Quando si parla di avvocati il primo accostamento è quasi sempre alla parola “parcella”. E questo vale sia da un lato (quello del cliente, che immancabilmente si sente tartassato) e dall’altro (quello del professionista che, a sua volta, ritiene di non essere mai onorato a sufficienza o in modo corretto e rispettoso). Così, visto che l’argomento è particolarmente sensibile ad entrambe le parti, anche il nuovo codice deontologico forense [1] si preoccupa di disciplinare, in un apposito articolo [2], le richieste di pagamento del legale. Ovviamente si tratta di precetti – quelli qui in commento – che mirano innanzitutto a preservare il decoro dell’immagine professionale, al di là dei risvolti civilistici che potrebbe avere, da un lato, la mancata o negligente esecuzione del mandato; dall’altro la morosità nel pagamento di quanto inizialmente concordato. Per tali ultime due situazioni ci sono infatti i rimedi delle aule di tribunale civile, con le azioni di responsabilità professionale e di recupero del credito. Invece, per quanto attiene ai profili deontologici, c’è il Consiglio dell’Ordine di appartenenza che ha la competenza a decidere ed, eventualmente, ad infliggere sanzioni.

Anticipi spese

Il codice deontologico chiarisce la facoltà di ogni avvocato, nel corso del rapporto professionale, di chiedere la corresponsione di anticipi spese purché ragguagliati a quanto realmente anticipato o da sostenere. Commette dunque illecito deontologico il professionista che spacci per “anticipo spese vive” la richiesta di somme che, invece, vengono incamerate come meri compensi.

Anticipi sul compenso

Altrettanto l’avvocato può chiedere acconti sul compenso, purché commisurati alla quantità e complessità delle prestazioni richieste per l’espletamento dell’incarico.

Contabilità interna

Fatto salvo l’obbligo di fatturazione secondo le disposizioni fiscali, l’avvocato deve tenere una contabilità ordinata delle spese sostenute e degli acconti ricevuti. A tal fine deve sempre redigere una nota dettagliata di quanto incassato dal cliente e consegnarla a quest’ultimo a sua semplice richiesta e senza temporeggiare.

Fatturazione

L’avvocato deve emettere il prescritto documento fiscale per ogni pagamento ricevuto. Dunque anche per gli anticipi sulle spese esenti e sugli acconti relativi al compenso finale.

Importi

L’avvocato non deve richiedere compensi o acconti manifestamente sproporzionati all’attività svolta o da svolgere.

Se il cliente non paga

Se il cliente non paga gli importi inizialmente pattuiti, l’avvocato non può richiedere un compenso maggiore di quello già indicato, salvo ne abbia fatta riserva nell’iniziale mandato. Aggravi economici, con finalità “afflittive”, sono vietati dalla deontologia.

Se l’avvocato ha riscosso e detiene somme per conto del proprio cliente non può subordinare la consegna delle stesse al pagamento del proprio onorario. Le due prestazioni restano indipendenti e, pertanto, fermo l’obbligo di immediato versamento alla parte degli importi recuperati in suo favore, il professionista dovrà poi separatamente agire per il proprio credito.

Altrettanto l’avvocato non può subordinare l’esecuzione di propri adempimenti professionali al riconoscimento del diritto a trattenere parte delle somme riscosse per conto del cliente o della parte assistita.

Vietato chiedere soldi a chi è col gratuito patrocinio

L’avvocato, nominato difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato, non deve chiedere né percepire dalla parte assistita o da terzi, a qualunque titolo, compensi o rimborsi diversi da quelli previsti dalla legge.

note

[1] Codice approvato dal Consiglio nazionale forense nella seduta del 31 gennaio 2014, pubblicato in GU Serie Generale n. 241 del 16-10-2014.

[2] Art. 29: “Richiesta di pagamento”.

Autore immagine: 123rf com


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8 Commenti

  1. L’accesso alla giustizia è’ ormai riservato ai ricchi. Infatti molte volte bisogna fare causa a chi non ti ha pagato, sei senza soldi proprio per questo, però devi dare l’acconto all’avvocato. Quindi, non importa se il tuo debitore ti ha messo quasi sul lastrico non pagandoti, l’importante è pagare l’avvocato, per un decreto ingiuntivo che magari potresti scriverti da solo, perché il diritto non è la fisica quantistica, infatti è tutto messo per iscritto. Alla fine il conto dell’avvocato prevede diritti, onorari, contributo di previdenza 4%, spese generali 15%, IVA 22%. Mi domando quanto segue. 1) Perché la casta si fa pagare i contributi previdenziali dai clienti? Perché non se li paga in proprio, visto che la pensione se la prende l’avvocato? Perché un contributo previdenziale viene assoggettato ad IVA, quando la legge IVA considera tale voce addirittura fuori campo IVA? Perché la casta si fa pagare il 15% di spese generali, a che cosa serve allora la tariffa? Faccio presente, essendo consulente di organizzazione aziendale e manager, che un organismo che abbia spese generali per il 15% e’ a rischio di fallimento perché troppo alte. Infine, come mai mai non avete previsto che in caso di vittoria il cliente abbia l’obbligo di pagare all’avvocato anche una bottiglia di champagne Don Perignon d’annata? Mai nessun avvocato o ordine forense ha avuto il coraggio di rispondermi.

  2. Il mio avvocato mi a preso 250 euro per fare una lettera di opposizione al inail che o portato io personalmente a mano e senza alcuna ricevuta cosa posso fare ?

  3. Perchè gli avvocati non rilasciano mai fatture? e se la chiedi ti aggiunge l’iva.
    La mia famiglia dovrà comparire al tribunale dei minori per ben due volte. La prima, apparizione, è finita ed è chiusa. La seconda il 26/01/2015 alla procura dei minori. L’avvocato per la, sua, sola presenza delle due apparizioni mi ha chiesto 500,00 euro. Fatto, ma fattura niente. Perchè dobbiamo chiedere noi?

  4. C’è chi se ne sbatte ……… degli obblighi deontologici : il debitore paga e trattiene tutto capitale e spese già anticipate!!!

  5. Sono un Avvocato, e mi affligge sentire questi commenti. Nel mio caso del mio lavoro ne faccio uno specchio di correttezza e lealtà, ma comprendo che non tutti gli avvocati si comportano altrettanto nello stesso modo. Tuttavia, debbo precisare alcune inesattezze.
    La prima cosa che mi viene spontaneo dire è quella che noi, come avvocati, non possiamo sopperire e nè tanto meno addossarci responsabilità altrui, e con ciò voglio dire che devo gestire un recupero crediti, non potrò mai farmi carico dell’ingiustizia di questa situazione: è come dire che non si deve pagare l’idraulico perchè la lavatrice non si doveva rompere, e oltre alla lavatrice devo pagare pure l’idraulico. Capite bene che la cosa non ha senso.
    Stessa cosa può dirsi per la redazione del decreto ingiuntivo o di qualsiasi altro atto, come di una lettera complessa o meno che sia: d’altro canto non abbiamo studiato e faticato per nulla.
    Un saluto.

  6. Finalmente ho sfrattato un inquilino, dopo tre anni.Debbo pagare subito l’avvocato o posso aspettare un po’ di tempo?

  7. il mio legale si e’ preso 2000 euro di anticipo ed a distanza di un mese e mezzo e’ diventato impossibile parlarci o sapere a che punto e’ la mia causa (doveva fare un ricorso di opposizione).
    La stranezza e’ che all’inizio, prima di conferirgli il mandato, era disponibile telefonicamente a tutte le ore e prontamente rispondeva alle emails.
    Firmato il mandato e bonificato l’acconto, e’ oramai diventato un ignorare di telefonate, messaggi e la segretaria continua a dirmi che mi chiamera’ domani ma cio’ non avviene mai.
    Inutile dire che mi sento preso in giro e truffato.
    Brutta categoria.

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