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La paura del Pd dopo l’accordo elettorale

3 Agosto 2022 | Autore:
La paura del Pd dopo l’accordo elettorale

Ora che l’accordo è stato stretto, alcuni dem temono di perdere più voti di quelli che potrebbero acquisire grazie al patto stipulato ieri.

Non c’è pace nel Centrosinistra, o almeno non ancora, nonostante il «glorioso accordo» firmato ieri, che per alcuni elettori è risultato essere un clamoroso autogoal. Sembra che i dem facciano un passo avanti e due indietro. All’indomani dell’intesa stretta tra Enrico Letta, Carlo Calenda e Benedetto Della Vedova, slitta l’incontro fissato per oggi tra il segretario dem e l’alleanza Verdi e Sinistra, che in una nota esprime profondo disagio per le novità politiche emerse nella giornata di ieri.

Slitta dunque un incontro atteso nei Palazzi romani per capire le ultime mosse nello scacchiere delle alleanze, dove gli occhi continuano ad essere puntati anche sulla ‘pedina’ Luigi Di Maio, nell’attesa che il ministro degli Esteri sciolga la riserva, annunciando se beneficerà o meno di quel diritto di tribuna offerto dal Pd, in barba alla nuova forza politica di cui Di Maio è a capo, Impegno Civico.

Restando al versante di sinistra della coalizione, dalle parti dei Verdi si fa sapere che non c’è «nessuna rottura e nessuna porta sbattuta. L’incontro con Letta è soltanto rinviato perché prima dobbiamo fare un punto interno nostro». Un rinvio richiesto «alla luce delle novità politiche emerse nella giornata di ieri», ovvero il patto siglato da Pd, Azione e Più Europa. «Un accordo bilaterale e del tutto squilibrato», si sottolinea. Che farebbe pendere più dalla parte centrista, il baricentro della coalizione. Sia sui punti di programma sia sull’intesa elettorale raggiunta da Letta e Calenda che prevede il 70% dei collegi per il Pd e il 30% per i centristi.

Anche perché, sondaggi alla mano, attualmente il peso di Azione-Più Europa e quello di Si-Verdi non è così distante. Le percentuali dei rossoverdi li attestano sopra il 4%. Tanto che Lorenzo Pregliasco di Youtrend avverte via Twitter: «Se Sinistra Italiana e Verdi uscissero dalla coalizione, il centrosinistra potrebbe perdere più o meno gli stessi collegi che avrebbe perso senza accordo con Calenda». E nei calcoli di Youtrend i seggi persi, in caso di mancata intesa con Azione, sarebbero stati circa 14.

Una consapevolezza che è ben presente tra i dem. Tanto che oggi in Transatlantico un’eventuale rottura con Sinistra e Verdi veniva definita, senza mezzi termini, un assoluto disastro da un deputato Pd di peso. Una tensione alimentata anche da voci che si sono susseguite, senza trovare conferma però, di possibili contatti in corso tra Fratoianni e Bonelli con Giuseppe Conte per un progetto a sinistra dell’asse Pd-Calenda.

Ci si interroga se la mossa del rinvio sia stata fatta per alzare la posta o se piuttosto ci siano contatti e ‘abboccamenti’ in corso tra i Verdi e Si con il quartier generale di via di Campo Marzio. Dove Conte è a lavoro, nel suo ufficio per sciogliere gli ultimi nodi delle regole M5S per le ‘parlamentarie’ grilline. Bocche cucite da parte dello staff dell’ex premier, che questa mattina, in un’intervista ad Agorà Estate su Rai3, non ha escluso un possibile dialogo con Fratoianni e Bonelli.



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