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Pos per professionisti: arrivano le sanzioni. E il credito d’imposta

6 Novembre 2014


Pos per professionisti: arrivano le sanzioni. E il credito d’imposta

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Novembre 2014



Alla ricerca di una copertura economica per garantire ai professionisti un credito d’imposta per abbattere i costi fissi.

Dove avevamo lasciato la norma sul presunto obbligo dei professionisti di accettare pagamenti con Pos (carte di debito) dai propri clienti? L’ultima volta che se ne era parlato era uscito fuori che l’obbligo, in realtà, non è un obbligo effettivo, perché rimasto privo di sanzioni. C’è solo il dovere, per il professionista privo dell’apparecchietto elettronico, di risarcire il cliente da eventuali costi aggiuntivi derivanti dalla necessità di adottare altre forme di pagamento (per esempio un bonifico bancario, ecc.) e, nello stesso tempo, di non poter pretendere alcun tipo di interesse. Per chi vuole approfondire, legga: “Pagamenti con Pos: facciamo il punto della situazione”.

Ma ora sono in arrivo delle importanti novità. Solo lo scorso mese, dall’Agenzia delle Entrate era arrivato il sollecito nei confronti di Parlamento e Governo a completare la riforma, prevedendo le sanzioni in caso di mancato ottemperamento. Obiettivo: ridurre l’uso del contante (in Italia utilizzato nell’80% delle transazioni contro una media Ue del 60%), ed aumentare la tracciabilità dei pagamenti,creando economie di scala tra i fornitori di moneta elettronica per ridurre il costo dei servizi. Ecco allora che, per ridurre i casi di inadempimento, potranno essere introdotte sanzioni. È quanto si legge nella riposta fornita ieri alla commissione Finanze della Camera dal sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, al quesito posto da Giovanni Paglia (Sel).

Dall’altro lato, però, affinché questo nuovo onere non gravi sulle casse dei professionisti, si sta studiando la possibilità di ricorrere al credito d’imposta per contenere i costi di installazione.

La norma che ha introdotto per esercenti, artigiani e professionisti l’obbligo di accettare pagamenti con carte di debito (bancomat) per importi superiori a 30 euro è scattata il 30 giugno di quest’anno. Ma è stato un botto muto, perché in pochi si sono adeguati.

Il Pos attualmente ha un costo fisso per l’installazione dell’apparecchio e un costo variabile legato alla singola transazione. Il primo cambia a seconda del tipo di tecnologia utilizzata e dei servizi resi: i terminali più innovativi che utilizzano internet o una rete mobile costano dai 2 ai 5 euro mensili; gli apparecchi che invece si appoggiano a reti interbancarie dedicate costano mediamente da 10 a 15 euro al mese.

I costi delle commissioni sono legati al numero di transazioni, al loro ammontare e al tipo di circuito utilizzato.

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Autore immagine: 123rf com


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