Diritti d’autore: il regolamento Agcom sospettato di incostituzionalità

6 Novembre 2014
Diritti d’autore: il regolamento Agcom sospettato di incostituzionalità

La Corte costituzionale deciderà se è potere di un’autorità amministrativa oscurare siti internet per sospetta violazione del diritto d’autore.

Il Tar Lazio ha rinviato alla Corte Costituzionale il regolamento dell’Agcom contro la pirateria online in materia di diritto d’autore, giudicando sul ricorso presentato da Altroconsumo, Movimento Difesa del Cittadino, Assoprovider e Assintel.

Con il rinvio alla Corte costituzionale è stata posta in serio dubbio di costituzionalità la normativa che dava all’Autorità Garante delle Comunicazioni il potere di oscurare siti web senza un previo contenzioso davanti a un giudice, terzo e imparziale. In pratica, si finiva per attribuire a un organo della pubblica amministrazione il potere di cancellare siti internet,  blog, forum, per una ipotetica violazione del diritto d’autore, senza che fosse neppure comunicata al cittadino, in maniera adeguata, l’esistenza di una procedura amministrativa di tipo sanzionatorio a suo carico.

Per il funzionamento del regolamento leggi “Agcom: varato il nuovo regolamento antipirateria online”.

La procedura era stata ideata dall’Autorità e prevedeva un esercizio di repressione sul web senza alcun ricorso alla Magistratura, come prescrive invece il nostro Ordinamento nonché la nostra Costituzione.

Mentre aspettiamo che la Corte costituzionale si pronunci, stabilendo se cancellare definitivamente una delle più controverse normative degli ultimi anni, si continua a sostenere la necessità di una riforma del diritto d’autore più armonica ed equa che, privilegiando il rispetto dei diritti dei consumatori nel nuovo contesto digitale, rilanci anche lo sviluppo del mercato legale dei contenuti.

Se si mettono finalmente da parte approcci oscurantisti e obsoleti, siamo convinti che in questo ambito il nostro Paese può ancora essere protagonista di una riforma unica.


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