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Rappresentazione: quando il figlio succede al posto del genitore

6 Novembre 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Novembre 2014



Se l’erede non vuole o non può accettare l’eredità del de cuius, subentrano i suoi discendenti (sia legittimi che naturali).

Se l’erede del defunto non può o non vuole accettare l’eredità, subentrano nella successione i discendenti legittimi o naturali dell’erede stesso [1].

Ciò è possibile grazie all’istituto della rappresentazione, tramite il quale i figli e nipoti dell’erede possono succedere nell’eredità al suo posto.

La finalità è quella di consentire che l’eredità resti “in famiglia” e non si disperda a causa del rifiuto o impossibilità di accettare da parte degli eredi diretti.

Affinché si possa ricorrere all’istituto della rappresentazione occorrono requisiti soggettivi e oggettivi.

Requisiti soggettivi

L’erede (rappresentato) deve essere un figlio o fratello/sorella del defunto.

I rappresentanti (cioè coloro che subentrano al posto dell’erede rappresentato) devono essere, invece, discendenti del rappresentato cioè figli (legittimi, naturali o adottivi) del figlio o del fratello/sorella del defunto [2].

Per esempio: alla morte di Tizio succede Caio il quale però non vuole accettare l’eredità. A Tizio succede allora per rappresentazione il nipote, cioè il figlio di Caio.

Requisiti oggettivi

 

I discendenti succedono per rappresentazione quando il loro ascendente (nella gran parte dei casi genitore) non vuole accettare l’eredità oppure non può accettarla.

I casi in cui l’erede non può accettare l’eredità e possono, al suo posto, accettarle i discendenti sono:

morte prematura: è il caso dell’erede che muore prima dell’apertura della successione del de cuius;

indegnità dell’erede [3]: è indegno l’erede che : a) ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere il de cuius o il suo coniuge o discendente; b) ha commesso reati di calunnia o falsa testimonianza contro il de cuius; c) ha perso la potestà genitoriale nei confronti del de cuius e non l’ha riacquistata prima dell’apertura della successione; d) ha indotto il de cuius con dolo o violenza a revocare o modificare il testamento; e) ha soppresso, nascosto o alterato il testamento; f) ha formato e usato un testamento falso;

prescrizione o decadenza del diritto di accettare l’eredità.

note

[1] Art. 467 cod. civ.

[2] Art. 468 cod. civ.

[3] Art. 463 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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