Sblocca Italia: ristrutturazioni domestiche, addio SCIA e bonus fiscali

6 novembre 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 novembre 2014



L’Italia “sblocca” le ristrutturazioni edilizie e i cambi di destinazione d’uso; l’acquisto di immobili invenduti e lo sconto sui canoni di locazione danno diritto a bonus fiscali.

 

Il decreto Sblocca Italia ora è legge e prevede, tra le tante novità, agevolazioni edilizie e bonus fiscali per l’acquisto e la locazione degli immobili invenduti. Si segnalano i punti più importanti.

Niente più SCIA per le ristrutturazioni interne

Per le modificazioni del proprio appartamento (per esempio abbattimento di un muro divisorio e accorpamento di due stanze) non è più necessaria la SCIA ma è sufficiente una comunicazione di inizio dei lavori al Comune (cosiddetta CIL).

Tale comunicazione deve essere però accompagnata da un progetto dei lavori e dalla relazione di un tecnico (per esempio un ingegnere o architetto) che attesti, sotto la propria responsabilità che i lavori eseguiti non danneggino parti comuni dell’edificio, rispettino i regolamenti edilizi municipali e le norme antisismiche e in materia di rendimento energetico.

Cambio di destinazione d’uso dell’immobile più semplice

Il decreto introduce la distinzione tra quattro categorie di immobili: 1) residenziale e turistico-ricettiva; 2) produttiva e direzionale; 3) commerciale; 4) rurale.

Se il proprietario vuole cambiare la destinazione d’uso, la burocrazia si semplifica quando la destinazione diversa rientra nella stessa macro categoria della destinazione attuale.

Per esempio trasformazione da appartamento residenziale a struttura ricettiva, da ufficio direttivo a negozio della stessa azienda ecc.

In questi casi è però necessario che i lavori di ristrutturazione non modifichino la superficie e volumetria dell’immobile.

Sconti fiscali per chi acquista un immobile e lo affitta ad un canone concordato

Bonus fiscale per chi acquista tra il 2014 e il 2017 un immobile invenduto da una società di costruzioni o da una cooperativa edilizia. È infatti possibile dedurre il 20% del prezzo di acquisto dal reddito imponibile IRPEF.

Per ottenere l’agevolazione è però necessario locare l’immobile acquistato fissando un canone di locazione concordato, cioè inferiore ai valori di mercato, con cedolare secca per un minimo di otto anni.

Il bonus fiscale sarà tanto più incisivo quanto più sarà elevato il prezzo dell’immobile.

Bonus se si sconta il canone di affitto

Applicare uno sconto al canone pattuito con l’affittuario può dare diritto ad un bonus fiscale: non sono dovute l’imposta di bollo né quella di registro sul nuovo contratto stipulato con un canone di locazione ridotto.

note

Autore immagine: 123rf com

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4 Commenti

  1. “non sono dovute l’imposta di bollo né quella di registro sul nuovo contratto stipulato con un canone di locazione ridotto” e chi lo stabilisce che è un canone ridotto? Inoltre si tratta di abitazioni o locali commerciali o entrambi?

    A me sembra che anche se riduci il canone l’imposta di registrazione la devi sempre e comunque!

  2. ma se l’impresa che ha costruito fallisce nei successivi 5 anni cosa succede all’acquirente? gli possono portare via la casa?

  3. La legge già prevedeva la non applicabilità della revocatoria fallimentare alle imprese di costruzioni per gli immobili acquistati dai terzi in buona fede.

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