Congedo parentale: cosa cambia da agosto

5 Agosto 2022 | Autore:
Congedo parentale: cosa cambia da agosto

Dal 13 agosto, entrano in vigore tutte le novità in tema di congedi di paternità e maternità, semplificando la vita di chi deve incastrare famiglia e lavoro.

Mancano pochi giorni e le novità introdotte in tema di congedo parentale diventeranno ufficialmente realtà. Per i genitori sarà più semplice riuscire a incastrare tutti gli impegni che l’essere madre e padre lavoratori comporta. A partire dal 13 agosto, entrano in vigore le nuove regole per i congedi parentali approvate a fine giugno [1], aventi lo scopo di agevolare i genitori a conciliare vita familiare e lavorativa. Anche se le procedure informatiche saranno comunicate successivamente, tra pochi giorni, sarà già possibile per i genitori richiedere al proprio datore di lavoro di usufruire dei congedi obbligatori e parentali.

In una recente circolare Inps [2] vengono illustrate sinteticamente le modifiche recentemente introdotte in relazione al congedo di maternità, a quello di paternità e a quello parentale.

Per quanto riguarda il congedo di paternità obbligatorio, l’Inps specifica che il padre lavoratore dipendente si astiene dal lavoro per un periodo di 10 giorni lavorativi (che diventano 20 nel caso di parto plurimo), nell’arco temporale che va dai 2 mesi precedenti la data presunta del parto fino ai 5 mesi successivi alla nascita. Il congedo è fruibile, entro lo stesso arco temporale, anche in caso di morte perinatale del figlio. I giorni di congedo sono fruibili dal padre anche nello stesso periodo del congedo di maternità e sono compatibili con la fruizione (non negli stessi giorni) del congedo di paternità alternativo. Per poter godere del congedo di paternità obbligatorio il padre deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro i giorni in cui intende fruirne, con un anticipo non minore di cinque giorni, in base alla data del parto. Per i giorni di congedo di paternità obbligatorio è riconosciuta un’indennità giornaliera dello stesso valore della retribuzione giornaliera.

Il nuovo congedo di paternità obbligatorio permette al padre di godere delle seguenti novità:

  • può essere fruito a partire dai 2 mesi prima della data presunta del parto fino ai 5 mesi successivi alla nascita del figlio (quindi, non più solamente dopo la nascita);
  • nel caso di parto plurimo è raddoppiato a 20 giorni.

Per quanto riguarda la maternità delle lavoratrici autonome, è previsto il diritto a un’indennità giornaliera anche per periodi precedenti i due mesi prima del parto «nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza, sulla base degli accertamenti medici» della Asl. In questi casi, l’indennità è la stessa erogata per i periodi di tutela della maternità e paternità, e viene calcolata a seconda della categoria di appartenenza della lavoratrice autonoma.

Altre novità sono state riassunte dall’Inps in tema di congedo parentale. Per i lavoratori dipendenti, è previsto «per i periodi di congedo parentale di cui all’articolo 32, fino al dodicesimo anno di vita del figlio, a ciascun genitore lavoratore spetta per tre mesi, non trasferibili, un’indennità pari al 30 per cento della retribuzione. I genitori hanno altresì diritto, in alternativa tra loro, ad un ulteriore periodo di congedo della durata complessiva di tre mesi, per i quali spetta un’indennità pari al 30 per cento della retribuzione».

Pertanto, secondo le novità normative introdotte, i periodi di congedo parentale di cui i genitori possono fruire sono i seguenti:

  • alla madre e al padre spetta un periodo indennizzabile di tre mesi, non trasferibili all’altro genitore, fino al dodicesimo anno (non più fino al sesto anno) di vita del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento);
  • entrambi i genitori hanno anche diritto, in alternativa tra loro, a un ulteriore periodo indennizzabile della durata complessiva di tre mesi, per un periodo massimo complessivo indennizzabile tra i genitori di nove mesi (non più sei mesi);
  • la madre può fruire di massimo 6 mesi di congedo parentale per ogni figlio entro i primi dodici anni di vita o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento, che per il padre sono elevabili a 7 mesi nel caso in cui si astenga per un periodo intero o frazionato non inferiore a 3 mesi;
  • entrambi i genitori possono fruire complessivamente massimo di 10 mesi di congedo parentale (elevabili a 11 mesi nel caso in cui il padre si astenga per un periodo intero o frazionato non inferiore a 3 mesi) per ogni figlio entro i primi dodici anni di vita o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento.
  • Al genitore solo – compreso quello a cui è stato riconosciuto l’affidamento esclusivo del figlio – sono aumentati a 11 (non più 10) i mesi riconosciuti continuativi o frazionati di congedo parentale, di cui 9 mesi (non più 6 mesi) sono indennizzabili al 30 per cento della retribuzione.

L’Inps specifica poi che «per i periodi di congedo parentale ulteriori ai 9 mesi indennizzabili per entrambi i genitori o per il genitore solo, è dovuta, fino al dodicesimo anno (e non più fino all’ottavo anno) di vita del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento), un’indennità pari al 30 per cento della retribuzione, a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. L’indennità è calcolata secondo quanto previsto all’articolo 23 del T.U. 3.2 Congedo parentale per genitori lavoratori iscritti alla Gestione separata».

Infine, l’Istituto ricorda anche le novità in tema di congedo parentale per genitori lavoratori autonomi, che prevedono il riconoscimento del diritto al congedo parentale anche ai padri lavoratori autonomi. Nello specifico, è previsto il diritto a 3 mesi di congedo parentale per ciascuno dei genitori, da fruire entro l’anno di vita (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) del minore. I lavoratori autonomi che fruiscono del congedo parentale avranno la possibilità di astenersi dal lavoro, presentando domanda all’Inps non appena sarà rilasciata l’apposita domanda telematica.


note

[1] D.lgs. n.105/2022

[2] Inps n. 3066/2022


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2 Commenti

  1. Per “entrambi i genitori hanno anche diritto, in alternativa tra loro” si intende che gli ulteriori 3 mesi li prende o la madre o il padre?

  2. Non mi trovo con i calcoli, entrambi i genitori possono fruire complessivamente massimo di 9 mesi (non 10) di congedo parentale (elevabili a 10 mesi nel caso in cui il padre si astenga per un periodo intero o frazionato non inferiore a 3 mesi).

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